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POLITICHE SOCIALI

Welfare, Straface agli Ambiti territoriali: «La Regione darà supporto ma non faremo sconti a nessuno»

L’assessore regionale incontra gli Ats sui fondi del “Dopo di noi”, in buona parte rimasti inutilizzati ma ora riprogrammati

Pubblicato il: 05/05/2026 – 14:07
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Welfare, Straface agli Ambiti territoriali: «La Regione darà supporto ma non faremo sconti a nessuno»

CATANZARO «Intendiamo mettere un punto fermo sulle risorse del “Dopo di noi”, relative alle annualità 2016, 2017 e 2018: parliamo di circa 3 milioni di euro destinati a persone con disabilità gravi. Queste risorse sono rimaste in parte inutilizzate e dalla ricognizione è emersa una Calabria disomogenea: alcuni ambiti territoriali hanno programmato e speso correttamente entro il 31 dicembre 2025, mentre altri hanno generato economie anche consistenti, come Reggio Calabria, Catanzaro e Corigliano Rossano». Lo ha detto l’assessore regionale al Welfare Pasqualina Straface, che oggi ha incontrato gli Ats sui fondi del “Dopo di noi”. «Grazie a un’interlocuzione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che il 16 aprile ci ha autorizzato, possiamo oggi riprogrammare queste risorse. Si tratta però – ha spiegato Straface – di fondi da utilizzare con urgenza, perché riguardano livelli essenziali delle prestazioni sociali. La Giunta ha già approvato gli indirizzi: le risorse serviranno per progetti di vita individuali, percorsi di deistituzionalizzazione, supporto alla domiciliarità, autonomia e tecnologie assistive. Con l’incontro di oggi chiediamo agli ambiti territoriali di aggiornare i dati e attivare tutti gli strumenti necessari. La Regione darà supporto operativo, ma ci sarà anche un monitoraggio serio, perché parliamo di risorse destinate a persone fragili che meritano di avere quei servizi che possono migliorare la loro qualità della vita, e – mi dispiace- e non sarò disponibile a fare sconti a nessuno».

Priorità al reale fabbisogno

Secondo Straface «le criticità derivano spesso da una programmazione inadeguata, anche se non mancano esempi virtuosi. Per questo stiamo rafforzando la governance territoriale e lavorando alla riforma attraverso il piano sociale. In passato le risorse venivano distribuite solo sulla quota capitaria, senza considerare il fabbisogno reale: oggi vogliamo partire dai dati, tra povertà e disabilità, per costruire interventi più mirati. Le persone fragili devono avere una corsia preferenziale. Noi iniziamo a ragionare sul reale fabbisogno del territorio. Rispetto alle settimane scorse, molti ambiti hanno già accelerato, ma non basta rendicontare: vogliamo capire l’impatto reale di queste risorse sulla vita delle persone. Stiamo rafforzando anche i servizi sociali, a partire dal segretariato e dal personale tecnico. A breve – ha concluso l’assessore regionale al Welfare – saranno operativi 45 esperti a supporto degli ambiti territoriali per migliorare programmazione e rendicontazione, perché oggi ciò che chiediamo è soprattutto qualità nella spesa». (c. a.)

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