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il caso hantavirus

Virus sospetto sulla nave da crociera, i paletti dell’Oms

Possibile trasmissione da uomo a uomo: infettati probabilmente prima di salire a bordo

Pubblicato il: 06/05/2026 – 14:00
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Virus sospetto sulla nave da crociera, i paletti dell’Oms

Sospetto di trasmissione da uomo a uomo dell’hantavirus sulla nave da crociera mv Hondius attualmente al largo di Capo Verde. Lo afferma l’Organizzazione mondiale della sanità: “Riteniamo che possa esserci una trasmissione da uomo a uomo tra i contatti più stretti”, ha dichiarato Maria Van Kerkhove, direttrice per la preparazione e la prevenzione delle epidemie e pandemie dell’Oms. “Considerata la durata del periodo di incubazione dell’hantavirus, che può variare da una a sei settimane, presumiamo che siano stati infettati al di fuori della nave”, e “riteniamo che possa esserci stata una trasmissione da uomo a uomo tra coloro che sono stati a stretto contatto”.

Rezza: non si può escludere che la fonte sia a bordo nave

“Non si può escludere che la fonte di contaminazione zoonotica, dagli animali, si trovi a bordo della nave né una sia pur limitata diffusione dell’infezione per contagio interumano. Certo, la nave ha fatto diversi scali in località remote, ma è improbabile che l’infezione sia stata acquisita dai diversi pazienti in località diverse”. Lo afferma l’epidemiologo Giovanni Rezza in merito al cluster di casi di polmonite da hantavirus sulla nave da crociera mv Hondius ancorata al largo di capo Verde
“La pronta identificazione del cluster – aggiunge – dovrebbe permettere il contenimento del focolaio stesso”. Gli Hantavirus, spiega Rezza, “non sono dei virus nuovi per la popolazione umana. Alcuni di essi, presenti in Europa orientale e settentrionale nonché in Asia, possono causare sindromi quali la nefropatia epidemica e la febbre emorragica con sindrome renale. Gli Hantavirus del nuovo mondo, invece, causano gravi sindromi polmonari. Resta famoso il focolaio epidemico causato nel 1993 da un Hantavirus, il virus sin nombre, fra gli indiani Navajos negli Usa”.
In sud America, rileva l’esperto, “sono presenti due Hantavirus che causano gravi sindromi polmonari: il virus delle Ande e il Laguna negra. È probabile che uno di questi abbia causato i 7 casi di sindrome polmonare identificati sulla nave da crociera (147 persone a bordo fra passeggeri ed equipaggio), proveniente dall’Argentina. In linea di massima, il virus viene trasmesso tramite inalazione di aerosol generati dall’urina o dagli escrementi dei topi, mentre estremamente rara è la trasmissione interumana”.
Dal momento che il primo caso avrebbe sviluppato i sintomi verso la fine della prima settimana di aprile, mentre altri tra fine aprile e inizio maggio, sottolinea Rezza, “nonostante il tempo di incubazione sia variabile e possa essere relativamente lungo, non si può escludere che la fonte di contaminazione zoonotica si trovi a bordo della nave né una sia pur limitata diffusione dell’infezione per contagio interumano”. Secondo Rezza, “resta comunque da capire se le persone malate si siano infettate tramite esposizione ad un’unica fonte di contagio. Pur con tutte le cautele del caso, dovute al contesto sovra-affollato in cui il focolaio si è manifestato, la sua diffusione su ampia scala è improbabile”.

Hantavirus, rischio per polmoni e reni ma il pericolo è limitato

Viene trasmesso all’uomo principalmente attraverso il contatto con roditori infetti o con i loro escrementi e può causare infezioni gravi come la febbre emorragica con sindrome renale o la sindrome polmonare, ma l’Hantavirus – un cui sospetto focolaio è stato isolato sulla nave da crociera mv Hondius, ancorata al largo delle coste di Capo Verde, dove si sono verificati tre decessi – presenta un basso rischio per la popolazione generale. L’Organizzazione mondiale della sanità e la comunità scientifica invitano alla calma, evidenziando come questa famiglia di virus non sia collegabile ad un rischio pandemia dal momento che la trasmissione interumana è molto rara. Tuttavia, resta l’invito ad un costante monitoraggio della situazione.
“Il rischio per la popolazione in generale rimane basso. Non c’è bisogno di panico o di restrizioni di viaggio”, ha affermato il direttore generale dell’Oms Europa Hans Kluge, aggiungendo che le infezioni da Hantavirus sono “rare e solitamente legate all’esposizione a roditori infetti”. Sulla stessa linea medici e infettivologi. Secondo Enrico Di Rosa, presidente della Società Italiana d’Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI) si tratta di eventi rari nei Paesi europei: “Le infezioni da Hantavirus possono causare sindromi anche gravi a carico di reni e polmoni, ma allo stato attuale non vi sono motivi di particolare preoccupazione per la popolazione generale.
La trasmissione interumana è estremamente rara. Tuttavia – spiega – episodi come questo richiamano l’importanza di mantenere alta l’attenzione nei confronti delle malattie infettive. In un mondo globalizzato, dove persone e merci si muovono rapidamente, i patogeni non conoscono confini e richiedono sistemi di sorveglianza e prevenzione sempre vigili ed efficaci, solo attraverso reti di sorveglianza integrate, collaborazione internazionale e costante aggiornamento scientifico è possibile garantire la sicurezza sanitaria e prevenire l’insorgenza di nuove emergenze”.
Invita a “tenere la guardia alta, ma senza allarmismi ingiustificati” anche la presidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), Cristina Mussini. Si tratta di tipi di virus che “conosciamo abbastanza bene: sono presenti da anni nei Paesi balcanici e piuttosto frequenti in Serbia e in Bosnia. Ma non ci sono mai stati casi autoctoni nel nostro Paese”, precisa. Ma anche se la trasmissione interumana dell’Hantavirus è estremamente rara, la situazione “va tenuta sotto controllo – aggiunge – ed è fondamentale l’indagine epidemiologica per chiarire la dinamica dei casi che si sono verificati a bordo della nave da crociera”. Attenzione alta dunque, ma chiarendo, conclude Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva dell’Università Statale di Milano, che l’Hantavirus “è un’infezione rara in Europa e non ha caratteristiche pandemiche, perché non si trasmette facilmente da persona a persona”.

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