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narcotraffico, estorsioni e voto di scambio

‘Ndrangheta, inchiesta “Millennium”: 16 rinvii a giudizio in ordinario. Il processo inizierà a settembre

L’operazione ha fatto luce sull’operatività dei “locali” reggini di Sinopoli, Platì, Locri, Melicucco e Natile di Careri, Volpiano, e Buccinasco

Pubblicato il: 07/05/2026 – 17:52
di Mariateresa Ripolo
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‘Ndrangheta, inchiesta “Millennium”: 16 rinvii a giudizio in ordinario. Il processo inizierà a settembre

LOCRI Si è conclusa l’udienza preliminare relativa alla maxi-inchiesta denominata “Millennium”, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria. Il gup ha disposto il rinvio a giudizio per sedici imputati che hanno scelto il rito ordinario: la prima udienza dibattimentale si terrà il prossimo 10 settembre davanti al Tribunale collegiale di Locri. Nel corso dell’udienza preliminare è stata stralciata la posizione di Matteo Costanza, classe ’73, per il quale è stato richiesto il proscioglimento.
Per quanto riguarda le posizioni in abbreviato, questo troncone del procedimento sarà discusso il prossimo 25 giugno davanti al giudice Foti, giornata in cui è prevista la requisitoria del pubblico ministero seguita dalle arringhe dei difensori.

L’inchiesta

Le indagini hanno coinvolto i tre mandamenti storici della provincia di Reggio Calabria – Centro, Ionico e Tirrenico – portando alla luce fibrillazioni interne tra le potenti cosche dei Barbaro “Castani” di Platì e gli Alvaro di Sinopoli. Il quadro della Dda ha permesso di delineare gli assetti e l’operatività dei “locali” reggini di Sinopoli, Platì, Locri, Melicucco e Natile di Careri, evidenziando come i tentacoli delle consorterie si fossero estesi stabilmente anche in Piemonte e Lombardia, in particolare nelle zone di Volpiano e Buccinasco. 
Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di reati che spaziano dall’associazione a delinquere di tipo mafioso al concorso esterno, passando per il traffico internazionale di sostanze stupefacenti, lo spaccio, l’estorsione e il sequestro di persona a scopo di estorsione. Tra i capi d’imputazione più gravi figurano inoltre lo scambio elettorale politico-mafioso e la detenzione illegale di armi. 

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