Giustizia tributaria, Lussana promuove le Corti della Calabria: «Alti standard di produttività»
La presidente del Cpgt all’inaugurazione dell’anno giudiziario a Catanzaro: «Abbiamo fatto un lavoro enorme»

CATANZARO «Le Corti calabresi, pur gestendo un enorme contenzioso — la Calabria, insieme ad altre cinque regioni del Sud, amministra circa l’85% del contenzioso nazionale, pari a 24 miliardi di Pil — sono riuscite a mantenere alti standard di produttività, contribuendo a smaltire l’arretrato e producendo pronunce di qualità. Questo è il risultato del grande lavoro dei presidenti di corte e di tutti i giudici che operano in un territorio complesso». A dirlo Carolina Lussana, presidente del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, all’inaugurazione dell’anno giudiziario tributario che si svolge alla Corte d’appello di Catanzaro.
Il capitolo degli organici
«Attualmente – ha spiegato Lussana – ci sono tre magistrati tributari residenti in Calabria e spero che possano essere applicati nelle corti calabresi insieme ad altri colleghi. La riforma ha finalmente riconosciuto pari dignità alla giustizia tributaria rispetto alle altre giurisdizioni, un riconoscimento confermato anche dalla presenza del presidente Mattarella all’inaugurazione dell’anno giudiziario tributario a Roma: è stata la prima volta che un presidente della Repubblica ha onorato la giustizia tributaria. Questo – ha sostenuto la presidente del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria – dimostra che la giustizia tributaria non è una giustizia minore, ma ha un ruolo fondamentale per il Paese, per il sistema economico calabrese e nazionale. Ora dobbiamo lavorare affinché questa quinta magistratura del Paese possa operare al meglio e ottenere il riconoscimento che merita».
I passi avanti in Calabria
Rispetto alla sua ultima visita in Calabria, nell’ottobre 2024, Lussana ha rilevato che «c’è stato un grande lavoro del Consiglio di Presidenza, che ho l’onore di rappresentare, per aumentare l’efficienza della giustizia tributaria. I cittadini hanno bisogno di un giudice terzo e imparziale che garantisca l’applicazione della giusta imposta, ma anche di tempi rapidi, perché l’attuale situazione economica – pensiamo ai conflitti in corso – non consente tempi lunghi. Il nostro obiettivo è assicurare una giustizia di qualità, celere e pienamente rispettosa del principio del contraddittorio. Il giudice tributario – ha aggiunto Lussana – deve garantire l’equilibrio tra l’interesse dello Stato, delle Regioni e dei Comuni alla riscossione delle imposte e il diritto legittimo del cittadino a una tassazione corretta. Il lavoro svolto è stato enorme, anche per salvaguardare le corti calabresi. Due anni fa il Mef aveva proposto una revisione della geografia giudiziaria che avrebbe comportato la soppressione di alcune corti, erano a rischio le di Crotone e Vibo Valentia. Il Consiglio ha lavorato con il Ministero per evitare questo rischio e di questo sono soddisfatta e orgogliosa»
Un fisco “amico”
«Penso – ha concluso Lussana – che il Governo stia lavorando nella direzione di un fisco amico, in questa direzione va la riforma fiscale, dove il cittadino contribuente non è un mero soggetto attivo ma deve contribuire sin dalla fase dell’accertamento in un’ottica di leale collaborazione con il fisco. Spero che si possa andare sempre più in questa direzione». (c. a.)
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