Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 11:13
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 4 minuti
Cambia colore:
 

amministrative 2026

Il candidato che nessuno si aspettava: Paolone detto Gas da Reggio Calabria a La Zanzara di Cruciani

Paolo De Stefano, distributore di bombole, candidato al consiglio comunale a sostegno di Mimmo Battaglia è stato ospite a Radio 24

Pubblicato il: 09/05/2026 – 10:42
di Paola Suraci
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
Il candidato che nessuno si aspettava: Paolone detto Gas da Reggio Calabria a La Zanzara di Cruciani


REGGIO CALABRIA Le elezioni comunali di Reggio Calabria del 24-25 maggio 2026 hanno prodotto il loro personaggio più improbabile e più virale: Paolo De Stefano, detto Paolone, detto Gas. Commerciante, distributore di bombole da quarant’anni, candidato al consiglio comunale nella lista Reset — la civica di Falcomatà a sostegno di Mimmo Battaglia. Zero esperienze politiche alle spalle. Eppure è lui il nome di cui parla tutta Italia.

“A tutto gas. Avanti popolo! Andiamo a Palazzo San Giorgio”

Il manifesto con la dicitura “Paolo detto Paolone detto Gas” aveva già fatto girare la testa a mezza città. Ma è stato un post Facebook, scritto di suo pugno, a dare la misura dell’uomo. Paolone si rivolgeva direttamente a chi lo aveva criticato — quelli che ridevano del soprannome, quelli che pensavano che un lavoratore come lui non potesse fare il consigliere comunale. La risposta era disarmante nella sua semplicità: lui conosce ogni viuzza della periferia reggina, e pensa che si debbano sistemare le buche per strada, aggiustare la condotta idrica e migliorare la raccolta dei rifiuti. Nessuna carriera politica in testa, solo servizio. “A tutto gas. Avanti popolo — o gente mia! Andiamo a Palazzo San Giorgio.””A tutto gas. Avanti popolo — o gente mia! Andiamo a Palazzo San Giorgio.”

C’è però qualcosa che va oltre la simpatia del personaggio. Paolone è un padre. Suo figlio ha lasciato Reggio cinque anni fa, come tanti altri giovani costretti ad andarsene da una città che non riesce a trattenerli. Ed è anche per questo che si è candidato — non per fare carriera, ma perché quella ferita la conosce da dentro. Un operaio che ha sudato una vita intera per mandare avanti un’attività con cinque dipendenti, e che guarda con preoccupazione genuina a una città che continua a svuotarsi di futuro. Un messaggio grezzo, senza spin, con le maiuscole sparse ovunque e la Fanfara dei Bersaglieri in sottofondo nei video social. Il web lo ha trovato irresistibile. Prima è diventato virale su Instagram e TikTok, poi è finito nella top 10 di Propaganda Live su La7. A rendergli omaggio è arrivato anche il comico reggino Pasquale Caprì, che lo ha raggiunto nei panni del suo celebre personaggio — il sindaco Falcomatà — portando la gag direttamente da Paolone. Poi è arrivata la chiamata di Cruciani.

L’intervista a La Zanzara: le parole che fanno discutere

A La Zanzara, il programma di punta di Radio 24 condotto da Giuseppe Cruciani, Paolone si è presentato esattamente per quello che è — e non ha filtri. Cruciani ha aperto con qualche domanda di cultura politica di base. Chi è il ministro dell’Economia? «Non lo so, io ho un piccolo negozio». Scena muta anche sul ministro degli Esteri. Sul ministro dell’Interno ha risposto «Salvini» — era Piantedosi. Si è passati ai temi sociali. Sugli omosessuali ha detto che per lui è una malattia, che vederli baciarsi per strada lo disgusta, anche se ha aggiunto che ognuno è libero di fare quel che vuole. Sulla prostituzione si è detto contrario ma favorevole alle case chiuse: «almeno sono pulite e ci si guarda dalle malattie».
In politica internazionale ha scelto Putin su Zelensky senza esitare: vuole che vinca la guerra. Su Netanyahu ha ammesso di non aver mai approfondito. La chiosa finale è stata su Benito Mussolini: in parte ha fatto cose buone, in parte no. “Fifty-fifty.”

Il paradosso


Paolone è un commerciante senza tessera di partito, senza esperienza politica, con un figlio emigrato e un’attività che va avanti a forza di lavoro quotidiano. Non è un politico navigato che sceglie le parole con cura. È un operaio che ha deciso di esporsi, con tutta la sua rozzezza e tutta la sua umanità, per amore della sua città. Si è candidato nella lista Reset — la civica che ha sostenuto Falcomatà nelle ultime due tornate elettorali, espressione del centrosinistra reggino di area PD. Le sue uscite a La Zanzara su omosessualità, Putin e Mussolini difficilmente si conciliano con i valori della coalizione che lo ospita. Un cortocircuito che la coalizione, a due settimane dal voto, non ha ancora spiegato. Nel frattempo, lui è già più famoso dei candidati sindaco.

Argomenti
Categorie collegate

x

x