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La strage silenziosa

In Calabria si continua a morire lavorando, quattro vittime in pochi giorni

Dal Primo maggio alla tragedia di Paola, una scia di incidenti mortali tra campi, cantieri e luoghi di lavoro

Pubblicato il: 09/05/2026 – 10:41
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In Calabria si continua a morire lavorando, quattro vittime in pochi giorni

LAMEZIA TERME Quattro morti sul lavoro in dieci giorni. Una scia drammatica che attraversa la Calabria dal Primo Maggio a oggi, dai campi del Cosentino ai cantieri, fino all’ultima tragedia avvenuta questa mattina a Paola. Quattro storie e quattro luoghi diversi, unite però da un unico filo e cioè quello della sicurezza sul lavoro, tema che in questo maggio 2026 in Calabria è tornato al centro di un’emergenza mai davvero superata. Campi, cantieri, stabilimenti, lavori edili e manutenzioni: la mappa degli incidenti racconta una fragilità diffusa, che non riguarda un solo settore ma attraversa l’intero sistema produttivo regionale.

Quattro tragedie in pochi giorni

L’ultimo dramma in ordine di tempo questa mattina, a Paola, dove a perdere la vita è stato un giovane di 23 anni, di origini senegalesi, rimasto schiacciato dal peso di una doccia in cemento mentre stava effettuando alcuni lavori all’interno di uno stabilimento balneare. L’incidente si è verificato nella mattinata di oggi. Sul posto sono arrivati immediatamente i soccorsi del 118 e l’elisoccorso, ma per il giovane non c’è stato nulla da fare. Nell’area della tragedia sono intervenuti anche gli agenti della Polizia di Stato, la Polizia locale, i vigili del fuoco e la Guardia costiera. Atteso anche l’arrivo dei tecnici dell’Ispettorato del lavoro, incaricati di effettuare gli accertamenti necessari. La zona interessata dall’incidente è stata delimitata per consentire lo svolgimento dei rilievi e delle verifiche tecniche.
Ma quella di Paola è soltanto l’ultima morte in ordine di tempo. Ieri, nel cantiere del depuratore consortile di Francavilla Angitola, nel Vibonese, un operaio di 53 anni, F.N., originario di Reggio Calabria, ha perso la vita dopo essere rimasto schiacciato da un camion-gru. Secondo una prima ricostruzione, il mezzo sul quale stava operando si sarebbe ribaltato, travolgendolo. Anche in questo caso l’intervento dei sanitari del 118 si è rivelato inutile. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Stazione di Filadelfia, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente. Pochi giorni prima un altro operaio, Fabio Cananzi, 46 anni, originario di Taurianova e residente a Gioia Tauro, era morto ad Anoia, nel Reggino, dopo essere precipitato dal terzo piano di un edificio mentre stava effettuando alcuni lavori edili. Un’altra caduta fatale, un’altra giornata di lavoro trasformata in tragedia.
La sequenza si era aperta proprio nel giorno della Festa dei Lavoratori. Il Primo Maggio, a Spezzano Albanese, nel Cosentino, Cosimo Galizia, 55 anni, è morto schiacciato dal trattore che stava conducendo in un terreno agricolo. Il mezzo si sarebbe ribaltato per cause ancora in corso di accertamento. I soccorsi del 118 e l’attivazione dell’elisoccorso non sono bastati a salvargli la vita.

La denuncia

Nei giorni scorsi la Fillea Cgil Calabria aveva rilanciato l’allarme parlando di una vera emergenza sociale. Secondo il sindacato, nel 2024 in Calabria si sono registrati 26 infortuni mortali sul lavoro e oltre 8.800 denunce complessive di infortunio. Numeri che, alla luce della nuova scia di morti registrata dall’inizio di maggio, assumono un peso ancora più drammatico. Un bilancio, quello di questi giorni, che consegna già un dato difficile da ignorare: in Calabria si continua a morire lavorando. E la conta delle vittime, ancora una volta, riapre il nodo dei controlli, della prevenzione e della sicurezza reale nei luoghi di lavoro. (Gi.Cu.)

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