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l’intervista del corriere della calabria

Cosenza punta su turismo, commercio e artigianato, Branda: «Una strategia integrata per rilanciare la città»

L’assessore sul masterplan “Cosenza Attrattiva”: «Non più destinazione di passaggio. Puntiamo su eventi, centro storico e identità urbana. L’obiettivo è costruire una strategia condivisa con imprese…

Pubblicato il: 22/05/2026 – 13:16
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Cosenza punta su turismo, commercio e artigianato, Branda: «Una strategia integrata per rilanciare la città»

COSENZA Turismo, commercio, artigianato e cultura come assi portanti di una nuova idea di sviluppo urbano. È questa la filosofia del Masterplan “Cosenza Attrattiva”, la strategia integrata presentata dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Franz Caruso e dall’assessore alle Attività economiche, produttive, artigianato e turismo Rosario Branda. Un piano triennale che punta a trasformare Cosenza in una città capace di attrarre visitatori, investimenti e nuove opportunità economiche, mettendo in rete istituzioni, imprese e cittadini. Al centro del progetto il rilancio del centro storico, la valorizzazione dell’identità cittadina e una nuova sinergia con commercianti e operatori economici. Il Corriere della Calabria ne ha parlato con l’assessore Branda.

Assessore, si torna a parlare di turismo ma con una pianificazione che coinvolge anche economia, imprenditori e commercianti. Quali sono i punti chiave del masterplan?

«Ci sono tre progetti operativi che daranno seguito al masterplan: uno sul turismo, uno sul commercio e uno sull’artigianato. Tutti avranno come legante la cultura. Nessuno di questi tre settori, che sono i pilastri sui quali puntare per il rilancio economico della città, da solo può farcela. Una visione integrata, secondo questo masterplan, potrebbe dare i risultati attesi».

Gli eventi saranno centrali nel vostro piano?

«Sicuramente sì. Parliamo di un territorio che ha il più basso reddito pro capite d’Italia, con un potere d’acquisto che si è eroso tra l’8 e il 10 per cento a causa dell’inflazione e dell’aumento dei prezzi dovuti ai fattori internazionali. Più di tanto il territorio, da solo, non può fare. Per rilanciare economicamente la città bisogna attrarre nuove persone e questo lo fai creando eventi, che rappresentano un attrattore importante. Nel progetto turismo lavoreremo per creare una vera destinazione turistica, rendendo Cosenza attrattiva. Lo stesso faremo con il commercio, qualificando le vie e avviando un ragionamento nuovo con i commercianti, utilizzando l’artigianato come elemento identitario».

In un momento in cui si parla di destagionalizzazione, Cosenza sembra voler andare in questa direzione.

«C’è un esempio su tutti: il progetto operativo del turismo si chiama “Cosenza Connect” perché vogliamo che Cosenza diventi la città delle connessioni. Cosenza può essere tranquillamente un hub: è equidistante tra due mari e due parchi nazionali, oltre ad avere un patrimonio artistico, storico e monumentale importante. Non più una città di passaggio, ma una città che attrae e trattiene. Più turisti significa più presenze, maggiore permanenza e quindi più commercio. L’artigianato dovrà diventare anche esperienza. Per questo vogliamo lavorare insieme all’Università, che nel centro storico ha un presidio importante come il COI, puntando su innovazione e design. Non solo un artigianato nostalgico o sentimentale, ma un artigianato che guardi al futuro. L’idea è creare anche un marchio “Fatto a Cosenza” per dare identità».

Ha citato il centro storico, che sembra destinato a essere il cuore del progetto.

«Assolutamente sì. Ma lì dobbiamo fare una doppia operazione: una rivolta all’esterno e una all’interno. Dobbiamo riportare i cosentini a frequentare il centro storico e, allo stesso tempo, chi lo vive deve tornare a rispettarlo. La pubblica amministrazione può fare da facilitatore, creare le condizioni, ma poi la parte operativa spetta agli imprenditori, agli operatori privati e ai cittadini. Penso anche alla due giorni sul decoro urbano che abbiamo appena concluso: non può essere soltanto una questione di regolamenti o sanzioni. Deve diventare un sentire comune. Una città più decorosa, più bella e più attrattiva conviene a tutti».

Sembra esserci anche un nuovo dialogo con commercianti e imprenditori, che in passato avevano criticato alcune scelte dell’amministrazione.

«Quello che ho detto a loro, e che probabilmente mi ha aiutato subito a entrare in sintonia, è che per quarant’anni ho lavorato al fianco degli imprenditori. Il mio approccio ai problemi resta quello. Certo, la pubblica amministrazione ha il dovere di fare alcune cose, ma tutti abbiamo l’obbligo di rispettare le regole. Gran parte dei progetti operativi del masterplan sono già stati condivisi e testati in incontri informali con loro. In questi casi non servono battage o pubblicità, bisogna essere concreti. Poi magari parleremo dei primi risultati positivi. Sicuramente oggi c’è un clima rinnovato e credo che gli operatori stiano apprezzando l’impegno. Evidentemente ritengono che io stia lavorando per loro e non in un’altra direzione».

Il masterplan sarà subito operativo?

«Sì, è un progetto a 36 mesi con un cronoprogramma preciso. Alcune iniziative partiranno già nei primi sei mesi, altre nei successivi. I progetti operativi sono già delineati, anche se oggi ci aspettiamo contributi utili a migliorarli ulteriormente. Nel giro di qualche settimana presenteremo i primi pacchetti turistici per trasformare Cosenza in una vera destinazione. C’è già un progetto sull’interazione tra commercio e artigianato e un evento che realizzeremo a fine mese insieme ad Arsac, Provincia e GAL nella Villa Comunale. Ci sono diversi esperimenti pilota che nel masterplan vengono razionalizzati e messi a sistema. Il vero cambio di approccio è questo: non più interventi episodici e scollegati, ma azioni coerenti con una visione complessiva e sinergica. Giochiamo sull’orizzontalità». (f.benincasa@corrierecal.it)

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