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Ieri al mercato di Brescia

Salvini tra le bancarelle di Botteghelle: «Reggio merita di più»

Dal mercato popolare ai temi caldi della città. Il vicepremier incontra venditori e cittadini a poche ore dal silenzio elettorale

Pubblicato il: 22/05/2026 – 10:46
di Paola Suraci
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Salvini tra le bancarelle di Botteghelle: «Reggio merita di più»

REGGIO CALABRIA Odore di terra e verdure fresche, voci che si accavallano, anziani con il carrello della spesa, venditori ambulanti che richiamano i clienti a voce alta. Il mercato del venerdì di Botteghelle, il mercatino popolare che i reggini conoscono da sempre, questa mattina ha accolto anche Matteo Salvini. Il vicepremier e segretario federale della Lega si è fermato tra le bancarelle, ha stretto mani, ascoltato, sorriso davanti ai banchetti di frutta e ortaggi. Un’immersione nella Reggio che lavora e che fatica, a poche ore dal silenzio elettorale. È arrivato ieri sera, da Messina, attraversando quello Stretto che divide e unisce, e ha incontrato i suoi al lido sul lungomare di via Marina — una serata tra militanti, dirigenti e il candidato sindaco del centrodestra Francesco Cannizzaro, con la città illuminata alle spalle e il mare davanti.

Ma è stamattina, tra il vociare del mercato e la gente comune, che la visita ha trovato la sua dimensione più vera. Perché Botteghelle non è un palco, non è una platea di fedelissimi: è un posto dove si viene a fare la spesa, non a fare politica. E forse è proprio per questo che Salvini l’ha scelto. Quando il ministro si fa largo tra i banchi, accompagnato dalla senatrice Tilde Minasi, dal consigliere regionale Giuseppe Mattiani e dal segretario cittadino Armando Neri insieme ai candidati , un venditore lo intravede e grida: «Vota Antonio la trippa!». Risate, qualche applauso, l’atmosfera si scalda. Ma poco più in là la gente commenta sottovoce, e non ride: stamattina, per la prima volta da molto tempo, hanno portato via una discarica abusiva che stava sotto casa. «Menomale che è arrivato», dice qualcuno. Il messaggio è chiaro, anche senza microfoni.

Tra i venditori c’è anche Martino Ceravolo. Ha un banchetto come gli altri, ma porta con sé un peso che gli altri non hanno. È il padre di Filippo, il ragazzo di diciannove anni ucciso per errore il 25 ottobre 2012 in un agguato di ‘ndrangheta nel Vibonese: i sicari volevano un altro, Filippo era solo lì per caso, aveva accettato un passaggio. Per tredici anni Martino ha aspettato giustizia, ha chiesto, ha urlato, ha resistito. Solo lo scorso aprile sono arrivati i tre arresti. Ma la ferita non si chiude con le manette. E al mercato del venerdì di Botteghelle, davanti al ministro, quell’uomo ha trovato le parole per dire ancora una volta che suo figlio meritava di vivere. Prima di immergersi tra la gente, Salvini si ferma a parlare con i giornalisti. Reggio, dice, è una città simbolica per la Lega: «Fino a qualche anno fa Reggio non esisteva per noi. Abbiamo avuto un risultato eccezionale alle regionali con il 15%, governiamo la regione. Non abbiamo mai governato il Comune di Reggio, che è una delle città più belle e simboliche e su cui ci sarà più da lavorare». Un obiettivo dichiarato, senza giri di parole. Sul voto, sgombra il campo dalle letture nazionali: «Il voto di Reggio non è un voto nazionale, è un voto per Reggio».
E cita un esempio concreto: «Se io venissi a Reggio sarei preoccupato perché pago una delle tasse rifiuti più care d’Italia in cambio di una città sporca. Non puoi chiedermi di pagare i rifiuti più cari d’Italia per avere una città che in tante zone non è pulita». Poi la sintesi: «Se i reggini sono contenti di quello che ha fatto Falcomatà continuino a votare a sinistra. Se pensano che Reggio meriti qualcosa di più, la Lega c’è, Cannizzaro c’è». Sul costo della vita — tema che al mercato brucia più di ogni altro — il vicepremier non si sottrae: «Stiamo lavorando per ridurre gli aumenti di luce, gas, benzina e carrello della spesa». E poi, con una battuta che strappa qualche sorriso tra i banchi: «Ieri mattina ho fatto il mercato a Brescia, le ciliegie erano a cinque euro e novanta al chilo. Voglio vedere a Reggio a quanto siamo arrivati, perché io adoro le ciliegie». (redazione@corrierecal.it)

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