Un 30enne venezuelano detenuto a Vibo, l’attesa di estradazione e la protezione internazionale
Era stato rintracciato dalla Questura di Vibo Valentia, ricercato in campo internazionale perché accusato di truffa e riciclaggio di denaro

VIBO VALENTIA La Corte d’appello di Catanzaro ha rinviato, al 13 luglio 2026, l’udienza relativa alla posizione di un 30enne venezuelano detenuto nel carcere di Vibo Valentia e in attesa di estradizione. I giudici hanno ritenuto di dover concedere un termine alla procura per la consultazione di tutti gli allegati prodotti dalla difesa. Che ha sollevato diverse questioni preliminari, tra le quali la richiesta di sospendere ogni decisione sulla domanda di estradizione fino alla definizione della procedura – attualmente pendente al Ministero dell’Interno – finalizzata alla determinazione dello Stato competente.
La domanda di protezione internazionale è stata proposta dal cittadino sudamericano prima del suo arresto in Spagna e poi anche in Italia nell’aprile 2026. Per il legale del detenuto, l’avvocato Andrea Caruso, «l’eventuale consegna dell’estradando nelle more di tale procedura amministrativa potrebbe determinare un irreparabile pregiudizio ai diritti fondamentali del medesimo creando un cortocircuito in violazione degli artt. 10 comma 3 cost, 33 convenzione di Ginevra, 3 e 13 Cedu».
C.M.A. era stato rintracciato dalla Questura di Vibo Valentia, ricercato in campo internazionale perché accusato di truffa e riciclaggio di denaro. A suo carico pendeva un provvedimento di cattura ai fini estradizionali. (f.b.)
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