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«Il Ponte? Spero che comincino a farlo più che parlarne. Non sto nel partito del pareggio: Fi solo nel centrodestra»

Il presidente della Regione e vicesegretario di Forza Italia Occhiuto: «Non terrei Vannacci in coalizione, governare sarebbe complicato»

Pubblicato il: 01/06/2026 – 20:39
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«Il Ponte? Spero che comincino a farlo più che parlarne. Non sto nel partito del pareggio: Fi solo nel centrodestra»

LAMEZIA TERME «Io non terrei Vannacci nella coalizione di centrodestra». Lo ha detto il presidente della Regione Calabria e vicesegretario di Forza Italia Roberto Occhiuto, intervistato da Nicola Porro a “10 minuti” su Rete4. Sotto la lente temi di attualità politica come il rapporto tra Vannacci e il centrodestra, la legge elettorale, il ruolo di Forza Italia, il raffronto tra il voto al referendum sulla giustizia e le Amministrative in Calabria, e il Ponte sullo Stretto.

Vannacci e il centrodestra

«Io non terrei Vannacci» nella coalizione di centrodestra», esordisce Occhiuto, ribadendo peraltro una posizione già espressa negli ultimi giorni. «Attenzione: Vannacci è la novità della politica italiana in questo momento ed è normale che cresca. Cresce perché parla alla pancia degli elettori, parla ai populisti, parla agli arrabbiati. Mentre aumentano le bollette, ci sono molti arrabbiati e quindi è normale che cresca. Ma Vannacci propone ricette semplicistiche per problemi complessi. Poi – spiega Occhiuto – andare a governare con Vannacci sarebbe complicato, perché noi non ci candidiamo come centrodestra solo per vincere le elezioni: ci candidiamo per governare. Allora io avrei difficoltà a pensare che il centrodestra possa governare con chi usa termini come quelli che Vannacci sta usando oggi, quando dice che bisogna pensare solo alle cose endogene, solo agli autoctoni. Se Vannacci vuole che chi viene in Italia e delinque venga mandato via, siamo tutti d’accordo. Ma – aggiunge il governatore calabrese – se Vannacci ritiene che in Italia debbano stare solo quelli che hanno la pelle bianca e che gli altri debbano andare via, questa cosa è già stata fatta in passato e non mi pare che sia stata un grande successo. Avere nelle periferie immigrati che vengono qui clandestinamente e delinquono è un problema per gli italiani, ne siamo consapevoli. Ma il tema della migrazione non è soltanto un problema. Io, nella mia regione, sto aprendo dei centri per l’impiego in Tunisia, perché credo che la ricetta sia quella di mandare via quelli che vengono a delinquere, ma allo stesso tempo avere la possibilità di scegliere i migranti, come hanno fatto altri Paesi europei, che hanno selezionato i migliori e li hanno inseriti nel sistema produttivo dei loro Paesi, contribuendo così alla crescita delle loro imprese».

La legge elettorale

«Io – aggiunge Occhiuto – spero che facciano la legge elettorale e spero che la facciano presto, perché spero che poi si possa utilizzare il tempo che rimane fino alle elezioni per fare le cose che è necessario fare in questo Paese. Una legge elettorale che dia agli elettori la possibilità di sapere, il giorno dopo le elezioni, con chi governerà il Paese per cinque anni è una buona legge elettorale. Con la legge attuale, invece, è forte il rischio che ci possa essere, se quei sondaggi sono veri, un pareggio». “E lei non è del partito del pareggio?”, chiede Porro: «No – risponde Occhiuto – io sono del partito di Berlusconi, che ha fondato il centrodestra. Quindi sono fra quelli che ritengono che Forza Italia debba stare nel centrodestra, sia nel caso in cui il centrodestra vinca le elezioni, come io ritengo che accadrà, sia che non vinca».

Referendum e Amministrative

Un passaggio riguarda anche il raffronto tra l’esito del referendum sulla giustizia, negativo per il centrodestra anche in Calabria, e le Amministrative, con il successo della coalizione e di Forza Italia a Reggio Calabria e Crotone. Secondo Occhiuto, «sbagliano quelli che sovrappongono i voti di una campagna elettorale a un altro tipo di elezione. Quando si vota per le Regioni o per i Comuni, ci sono leadership che sono in gioco, ci sono consuntivi che si fanno, ci sono programmi che si annunciano agli elettori e gli elettori scelgono in ragione delle leadership, dei consuntivi e dei programmi. Il voto sul referendum, evidentemente, non aveva questo oggetto. Io, cinque mesi prima, mi sono ricandidato nella mia regione e ho stravinto. Due mesi dopo il referendum, anzi pochi mesi dopo le elezioni regionali, ci sono state le elezioni amministrative e abbiamo stravinto sia a Reggio Calabria che a Crotone. Evidentemente, in Calabria hanno votato leadership e consuntivi che gli elettori hanno apprezzato. In Calabria abbiamo rifatto due aeroporti; stiamo realizzando tre ospedali; abbiamo fatto riforme nel settore idrico e in quello dei rifiuti. Tutte queste cose, se si possono fare in una regione così complicata come la Calabria, si potranno fare anche nel Paese».

Il Ponte sullo Stretto

Infine, il capitolo Ponte sullo Stretto. Per Occhiuto «se ne è parlato così tanto che spero comincino a farlo, invece di continuare a parlarne. Sono favorevole al Ponte perché l’ho già utilizzato per avere risorse per le strade calabresi. Le grandi infrastrutture sono attrattori di altre infrastrutture. Sul Ponte, a volte, ho sentito le stesse cose che quelli prima di me sentivano a proposito dell’autostrada. Si ricorda quando facevano l’autostrada? Dicevano: “Ma questi fanno l’autostrada e poi mancano le strade”. Poi, siccome è stata fatta l’autostrada, hanno fatto anche le strade. Io il Ponte l’ho già utilizzato perché, grazie al Ponte, ho avuto per la mia regione 3 miliardi e 800 milioni di euro per una strada che veniva chiamata “la strada della morte” e che ora si sta rifacendo». (a. c.)

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