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L’analisi

Terremoto al largo di Amantea, l’Ingv: «Tra i più forti registrati in Calabria»

La scossa di magnitudo 6.1 è avvenuta a circa 250 chilometri di profondità nel Tirreno meridionale. Stramondo: «Il motore è la subduzione della litosfera ionica sotto l’Appennino calabro»

Pubblicato il: 02/06/2026 – 17:11
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Terremoto al largo di Amantea, l’Ingv: «Tra i più forti registrati in Calabria»

LAMEZIA TERME Uno dei terremoti più forti registrati in Calabria da quando è stata installata la rete sismica: è quello avvenuto nella notte al largo della costa di Amantea, nel Cosentino, a una profondità di circa 250 chilometri. La prima stima strumentale, pari a magnitudo 6.2, è stata successivamente ricalcolata in 6.1 dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.
Il “motore” che ha generato questo terremoto si trova nel Mar Tirreno meridionale, spiega Salvatore Stramondo, direttore del Dipartimento Terremoti dell’Ingv. Si tratta della litosfera ionica, ossia la porzione della crosta terrestre e della parte superiore del mantello in corrispondenza del Mar Ionio, considerata uno dei frammenti più antichi dell’oceano Tetide, esistente circa 250 milioni di anni fa.
Il meccanismo, prosegue il sismologo, è quello che spinge la litosfera ionica sotto l’Appennino calabro. A causa di questo processo, chiamato subduzione, la Calabria è considerata una zona a sismicità frequente.
«È un meccanismo noto», osserva Stramondo, che anche in passato ha generato terremoti forti nella stessa area di Amantea. È accaduto, per esempio, il 2 ottobre 1743, con un sisma di magnitudo stimata pari a 5.1. Fra i terremoti più recenti rilevati dai sismografi, l’Ingv segnala quelli del 18 maggio 1998 e del 17 dicembre 2008, entrambi di magnitudo 5.1 ed entrambi avvenuti a grande profondità, compresa fra 270 e 310 chilometri.

Anche nel caso del terremoto della notte scorsa, è stata proprio la grande profondità a determinare l’ampia area di risentimento: il sisma è stato infatti avvertito in tutte le regioni meridionali, dalla Sicilia fino al Lazio, come indicano i questionari raccolti dal servizio dell’Ingv “Hai sentito il terremoto?”.
La frequenza dei terremoti che, nella Calabria occidentale, avvengono in mare pone anche il tema dell’installazione di una rete di sismometri sui fondali, non solo in questa zona ma più in generale lungo tutte le coste italiane. «L’Ingv sta investendo fortemente in questa direzione» e, ha aggiunto Stramondo, «sta avviando collaborazioni con aziende che hanno installato cavi sottomarini per la trasmissione dati».

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