La Calabria si confronta con l’emergenza lavoro, Tis in protesta e Aula sul caporalato
Manifestazione dei tirocinanti davanti al Consiglio regionale. All’interno il dibattito straordinario sullo sfruttamento dei lavoratori agricoli dopo l’uccisione dei quattro braccianti

REGGIO CALABRIA Sono arrivati da tutta la Calabria, stamattina, a Palazzo Campanella. Sono i lavorati TIS e hanno scelto di far sentire la loro voce stamattina perché c’è la seduta del Consiglio Regionale e chiedono la stabilizzazione. Portano lo striscione e c’è anche il sindacato Usb. Dice Saverio Bartoluzzi, dell’Usb Calabria: «Chiediamo che sia approvata e sia messa in calendario la legge 1 del 2016 per portare i tirocinanti nel precariato storico. Non è una grossa conquista ma è un primo passo verso la stabilizzazione. Sappiamo che la Regione Calabria sta lavorando per questo oppure per una legge regionale che si occupi proprio di un bacino dei tirocinanti. Abbiamo 900 esclusi fondamentalmente che sono fuori dagli enti locali, sono stati buttati fuori dopo 13 anni di lavoro, nero per quanto ci riguarda. Quindi vogliamo la stabilizzazione».

Dentro il palazzo, i consiglieri arrivano alla spicciolata e nell’aula Fortugno si inizia con un’ora di ritardo dall’avvio previsto dei lavori. E’ una seduta anticipata e straordinaria. Sangue e fuoco. È questa l’immagine che pesa sull’Aula Quattro braccianti uccisi in modo atroce nei pressi di Amendolara, nel cosentino — bruciati vivi per essersi ribellati ai caporali — hanno imposto alla politica calabrese di uscire allo scoperto, di sedersi in Aula e di guardarsi in faccia. Il primo punto all’ordine del giorno non lascia spazio a equivoci: contrasto al caporalato, allo sfruttamento del lavoro, tutela dei lavoratori migranti. Temi che in Calabria si portano dietro decenni di omertà, di complicità diffuse, di morti annunciate. Oggi, almeno sulla carta, qualcosa si muove.

La convocazione straordinaria è frutto di una scelta politica precisa. Il presidente della Regione Roberto Occhiuto, raccogliendo le sollecitazioni di Cgil e Flai, ha chiesto al presidente dell’Assemblea Salvatore Cirillo di anticipare la seduta già prevista per lunedì 8 giugno, inserendo d’urgenza il tema in apertura dei lavori. Cirillo ha condiviso immediatamente. «Ritengo doveroso che, in un momento così doloroso e sconvolgente per la nostra comunità, l’assemblea legislativa della Calabria dedichi una sessione specifica a questi temi», aveva dichiarato il governatore. Parole che suonano come un atto d’accusa verso anni di inerzia istituzionale oltre che come impegno per il futuro. Ma prima di arrivare in Aula, i lavori erano stati preceduti da un passaggio istruttorio in Sesta Commissione consiliare — competente in materia di agricoltura, presieduta da Elisabetta Santoianni — riunita venerdì scorso per audire le organizzazioni sindacali e le parti datoriali del comparto agricolo. Un passaggio voluto, come ha spiegato lo stesso Cirillo, «propedeutico ai lavori dell’Aula e fondamentale per avviare un’analisi approfondita su una vicenda che ha scosso l’intera comunità calabrese». Il presidente Salvatore Cirillo, aprendo la seduta, ha detto: «Mi auguro che dal dibattito odierno in Aula possa emergere una risposta condivisa, chiara e ferma: un segnale concreto di vicinanza alle famiglie delle vittime e un rinnovato impegno della Calabria a favore della legalità, del lavoro dignitoso e della difesa dei diritti umani.
Prima di avviare la discussione, chiedo all’Aula e a tutti i presenti di alzarsi in piedi e osservare un minuto di silenzio in memoria delle vittime». Adesso inizia il dibattito in Aula, che dovrà poi discutere anche di altri sette punti all’ordine del giorno, tra cui le modifiche alla legge regionale sui consorzi di bonifica.
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