Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 11:50
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 4 minuti
Cambia colore:
 

caos rossoblù

Cosenza, Marulla off-limits: la soluzione provvidenziale (e strategica?) che evita la decisione sul nulla osta

La relazione tecnica sui lavori di riqualificazione alleggerisce il peso politico della scelta di Franz Caruso ma sembra anche un messaggio implicito al club

Pubblicato il: 09/06/2026 – 10:46
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
Cosenza, Marulla off-limits: la soluzione provvidenziale (e strategica?) che evita la decisione sul nulla osta

COSENZA Dopo l’ennesima stagione di trattative per la cessione del club annunciate, sussurrate o semplicemente immaginate, ma mai realmente concretizzatesi, negli ultimi giorni l’attenzione del mondo rossoblù si era spostata su un’altra scadenza cruciale: la decisione del sindaco di Cosenza, Franz Caruso, sul rilascio del nulla osta per l’utilizzo dello stadio Marulla nella prossima stagione.
Entro il 16 giugno il primo cittadino avrebbe dovuto sciogliere le riserve, decidendo se confermare la linea emersa durante il Consiglio comunale aperto dello scorso aprile oppure concedere nuovamente l’impianto alla società guidata da Eugenio Guarascio, la più contestata nella storia del calcio cosentino.
Una scelta tutt’altro che semplice. Da una parte il peso politico di una piazza che da tempo ha espresso in maniera netta il proprio dissenso nei confronti dell’attuale proprietà, dall’altra il rischio concreto di un contenzioso legale, con il Cosenza Calcio già pronto a tutelarsi nelle sedi competenti qualora fosse arrivato un diniego.
Poi, ieri, quasi come una provvidenziale via d’uscita per Palazzo dei Bruzi, è arrivata la relazione tecnica del Settore Lavori Pubblici del Comune di Cosenza. Il documento, redatto dopo la consegna del progetto esecutivo per la riqualificazione dello stadio Marulla, evidenzia una sostanziale incompatibilità tra le attività di cantiere previste e lo svolgimento delle manifestazioni sportive.
Per questo motivo gli uffici comunali hanno proposto la sospensione integrale dell’attività sportiva all’interno dell’impianto e, conseguentemente, della convenzione che ne disciplina l’utilizzo da parte del Cosenza Calcio. Non solo. La stessa relazione lascia aperta anche l’ipotesi di una futura revoca della convenzione per motivi di pubblico interesse, subordinata a ulteriori verifiche sulle lavorazioni da eseguire.
Una presa di posizione tecnica che cambia radicalmente il quadro della vicenda. Lo stesso sindaco Caruso, in una successiva nota, ha dichiarato di aver preso atto della relazione e di voler monitorare attentamente l’evoluzione della situazione.
Un passaggio, quest’ultimo, che potrebbe essere letto anche come un messaggio implicito rivolto all’attuale proprietà: accelerare il processo di cessione della società, valutando con maggiore attenzione le manifestazioni d’interesse che circolano attorno al club. Tra queste, resta sullo sfondo anche il nome dell’imprenditore Rota, accostato più volte al Cosenza nelle ultime settimane, sebbene senza sviluppi concreti.
Di certo, qualora il provvedimento venisse formalizzato, la questione del nulla osta perderebbe automaticamente rilevanza. Per il Cosenza si aprirebbe invece un problema ben più urgente: individuare in tempi strettissimi una sede alternativa per le gare interne del prossimo campionato di Serie C.
Le conseguenze, però, non si limiterebbero all’aspetto logistico. Programmare la nuova stagione in un contesto di totale incertezza, senza la disponibilità del Marulla e con una situazione societaria ancora nebulosa, rischierebbe di trasformarsi in un ostacolo significativo anche sul mercato. Convincere calciatori di categoria, elementi esperti o profili particolarmente richiesti ad accettare la destinazione Cosenza diventerebbe inevitabilmente più complicato, soprattutto di fronte alla prospettiva di disputare le partite casalinghe lontano dalla città e in un clima caratterizzato da tensioni e interrogativi sul futuro del club.
Si tratta dell’ennesimo capitolo di una vicenda che negli ultimi anni ha assunto contorni sempre più surreali. Da una parte una tifoseria che ha ormai rotto ogni rapporto con la proprietà, dall’altra una società che continua a resistere al proprio posto nonostante una contestazione diffusa, costante e senza precedenti.
Il tutto mentre il calcio cosentino sembra intrappolato in una spirale dalla quale non riesce a uscire. Chi sperava che l’estate 2026 potesse rappresentare l’inizio di una nuova fase attraverso una cessione societaria, deve invece fare i conti con una realtà ben diversa.
La sensazione è che il cambio di passo tanto invocato resti ancora una volta confinato nel territorio delle aspettative. E mentre altre piazze programmano il futuro, a Cosenza si continua a discutere di stadi, convenzioni, ricorsi e contrapposizioni istituzionali.
Lo scorso anno gli spalti del Marulla sono rimasti quasi completamente vuoti per effetto della protesta portata avanti dall’intero popolo rossoblù. Quest’anno potrebbe andare persino peggio, con il Marulla che rischia di restare chiuso per lavori.
Un paradosso che fotografa perfettamente il momento storico del calcio cosentino. Uno stadio vuoto per scelta dei tifosi ieri, uno stadio inaccessibile per necessità oggi. In mezzo, una società che continua a navigare controcorrente e una città che, dopo anni di grigiore e occasioni mancate, attende ancora segnali concreti di rinascita. (f.v.)

Il Corriere della Calabria è anche su Whatsapp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato

Argomenti
Categorie collegate

x

x