Apicoltura e Mieli di Calabria: la Regione scommette sulla ricchezza della sua biodiversità
In Cittadella confronto tra istituzioni e operatori del sistema apistico per fare il punto delle attività

CATANZARO Apicoltura e Mieli di Calabria, un bilancio estremamente positivo. In Cittadella confronto tra istituzioni e operatori del sistema apistico per fare il punto delle attività di un settore in forte crescita e soprattutto strategico ma anche per guardare avanti. «Volevamo fortemente raccontare l’evoluzione del sistema apistico che abbiamo avuto in questi ultimi anni», ha esordito l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo ricordando che «l’aumento delle produzioni e del numero degli alveari ci colloca tra il terzo e il quarto posto a livello nazionale. In questi anni i nostri produttori hanno iniziato a confezionare il miele in maniera sempre più continuativa, con una conseguente crescita dei valori produttivi dei nostri mieli. Inoltre, abbiamo dotato il settore di una legge quadro e realizzato numerose attività di promozione e importanti investimenti. L’obiettivo – ha detto ancora Gallo – è fare in modo che questo sistema diventi sempre più virtuoso e continui a crescere, rappresentando una vera e propria cartina di tornasole della straordinaria biodiversità calabrese».

I dati e le prospettive
Sul piano tecnico si è soffermato il dirigete del settore ambiente e zootecnia e del servizio fitosanitario del Dipartimento Agricoltura della regione, Giovanni Pandullo: «L’apicoltura svolge un ruolo fondamentale nella tutela della biodiversità e per questo la Regione Calabria continua a sostenerne lo sviluppo con investimenti pari a circa 3 milioni di euro l’anno, provenienti da fondi ministeriali e comunitari. Grazie a questo lavoro, la Calabria si colloca oggi ai primi posti in Italia per numero di alveari e produce circa 2.300 tonnellate di miele all’anno. Negli ultimi anni – rimarca Pandullo – il settore ha compiuto un importante percorso di crescita e professionalizzazione: molte aziende sono passate da una dimensione familiare a una vera attività imprenditoriale, capace di generare reddito e di valorizzare la qualità delle produzioni. Un contributo decisivo arriva anche dalla collaborazione tra le associazioni di categoria, che offrono assistenza tecnica, formazione e supporto alla commercializzazione. L’obiettivo è continuare a migliorare la qualità del miele calabrese, rafforzarne il valore sul mercato e accompagnare le imprese verso una presenza sempre più significativa nei mercati nazionali e internazionali». A sua volta, Giuseppe Iiritano, direttore generale del Dipartimento, ha evidenziato: «Il settore apistico è certamente uno degli elementi che caratterizzano la nostra regione. La Calabria può contare su una straordinaria biodiversità, con colture e tipologie di vegetazione molto diverse tra loro, spesso uniche anche nel panorama nazionale. Questa ricchezza si riflette direttamente nella produzione di miele, che presenta caratteristiche e varietà differenti a seconda delle aree del territorio. Per questo motivo continuiamo a investire e a sostenere il comparto apistico, che rappresenta una delle eccellenze regionali. La Calabria, infatti, è tra i principali produttori di miele in Italia e intendiamo valorizzare sempre di più questo patrimonio». (c. a.)
Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato