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Don Carlo De Cardona verso la venerabilità: riconosciuto il valore dell’inchiesta diocesana

L’annuncio del vescovo Savino dopo il pronunciamento del Dicastero delle Cause dei Santi. Al centro l’eredità spirituale e sociale del sacerdote calabrese

Pubblicato il: 12/06/2026 – 11:13
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Don Carlo De Cardona verso la venerabilità: riconosciuto il valore dell’inchiesta diocesana

CASSANO ALL’IONIO «In questo giorno, solennità del Sacro Cuore di Gesù, nel quale la Chiesa celebra la Giornata di santificazione dei sacerdoti, come vescovo di questa diocesi, esprimo la gioia della Chiesa di Cassano all’Jonio avendo appreso dal postulatore don Enzo Gabrieli che il dicastero delle cause dei santi ha dato la validità all’inchiesta diocesana sulla vita, le virtù, la fama di santità e di segni del servo di Dio don Carlo De Cardona, che abbiamo chiuso circa un anno fa». Lo comunica monsignor Francesco Savino, vescovo della diocesi di Cassano all’Ionio nonché vicepresidente della Cei. «Un passo importante – spiega – che avvia ufficialmente la seconda fase, quella detta “romana” della causa, e che prevede la compilazione della positio, accompagnati da un relatore nominato dal dicastero, e che sarà esaminata da un apposito congresso di teologi. Se il Signore vorrà e la Chiesa lo riterrà opportuno, questo lavoro di studio potrà portare alla dichiarazione della venerabilità del sacerdote moranese che ha incarnato le istanze della Rerum novarum, lavorando molto nelle due diocesi di Cosenza e di Bisignano». «Impegnato in politica e nel mondo della comunicazione sociale, Don Carlo che tanto ha operato sul fronte della socialità, del riscatto e della difesa degli ultimi, dei contadini e per il riscatto integrale della persona, fondando le famose casse rurali e intuendo la necessità di federarle insieme. Inviso al fascismo da sacerdote – evidenzia Savino – ha saputo cogliere le istanze del suo tempo senza mai sganciarsi da una profonda spiritualità eucaristica e mariana. Don Carlo ha fatto del cuore di Cristo il suo particolare rifugio spirituale soprattutto negli anni della solitudine, delle incomprensioni e delle angherie perpetrate dal regime e dai poteri forti del tempo che lo hanno costretto all’esilio nella chiesa sorella di Todi, dove peraltro è ancora ricordato e venerato fra il clero e il laicato. Don Carlo – sottolinea Savino – resta per i sacerdoti calabresi modello di una vita sacerdotale ancorata a Cristo».

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