Dallo “Shuttle” per Rosarno al treno ibrido per Roma: la Locride sfida l’isolamento con il Piano “Gelsomini Link”
Bus sincronizzati con la stazione di Rosarno e un Intercity diretto per la Capitale sfruttando i nuovi treni ibridi. Il sì dei 42 Comuni: «In attesa di un incontro in Regione»

Garantire ai cittadini dei 42 Comuni della Locride il diritto fondamentale alla mobilità, rompendo lo storico isolamento della fascia jonica attraverso una razionalizzazione dei trasporti che non richiede ingenti investimenti né grandi opere infrastrutturali. È questo l’obiettivo centrale del documento “La Locride Connessa-Piano Gelsomini Link”, approvato ufficialmente nelle scorse settimane dalla Giunta di Roccella Ionica. La delibera affida al sindaco Vittorio Zito il mandato di assumere tutte le iniziative necessarie per tradurre in realtà un progetto che punta a connettere stabilmente il territorio alla rete dell’Alta Velocità e alla Capitale, ottimizzando le risorse pubbliche già esistenti.
Lo studio, consultabile sulla homepage del sito del Comune, dimostra con dati analitici che l’attuale deficit di collegamenti non dipende da vincoli tecnici insormontabili, ma è «il risultato di scelte di programmazione sbagliate, che si possono correggere subito, a costi contenuti, senza costruire niente di nuovo».
Le criticità del sistema di intermodalità attuale
Per comprendere la necessità del Piano, lo studio analizza nel dettaglio i flussi verso la stazione di Rosarno, snodo dal quale partono ogni giorno 14 treni a lunga percorrenza verso Roma, Milano, Torino e Venezia. Attualmente, il contratto di servizio del Trasporto Pubblico Locale prevede 5 corse giornaliere di autobus tra Locri e Rosarno. Tuttavia, l’analisi degli orari evidenzia la mancanza di sincronizzazione secondo i parametri standard dell’intermodalità, che richiedono un anticipo minimo di 20 minuti all’arrivo e un’attesa non superiore a un’ora per la coincidenza.
A causa di questo, dei 14 treni in partenza i cittadini della Locride possono utilizzarne agevolmente soltanto 3. Per altre 9 corse i tempi di attesa in stazione arrivano a sfiorare le tre ore, mentre due treni risultano del tutto inaccessibili tramite il trasporto pubblico su gomma.
La situazione presenta criticità ancora maggiori sul fronte dei ritorni da Rosarno verso la fascia jonica. Le 4 corse di autobus attuali non coprono l’intera fascia mattutina (a fronte di 4 treni in arrivo, il primo autobus parte alle 12:20) e lasciano completamente sguarnita la fascia tardo-serale e notturna. Tra le 20:35 e le 23:24 giungono a Rosarno 8 treni dal Centro-Nord, ma in quel lasso di tempo non è programmata alcuna corsa di autobus, lasciando l’utenza sprovvista di collegamenti pubblici verso la Locride.
Il Gelsomini Shuttle e il treno ibrido per Roma
La soluzione prospettata dal Piano si articola su due direttrici. La prima prevede l’istituzione del “Gelsomini Shuttle”, un sistema di navette basato sulla completa riorganizzazione degli orari attuali e sull’aggiunta di due corse sulla tratta d’andata. Questo intervento consentirebbe di intercettare il 100% dei treni in partenza da Rosarno, riducendo l’attesa media a 35 minuti. Per i viaggi di ritorno, l’inserimento di 4 corse aggiuntive sulla tratta Rosarno-Locri garantirebbe la copertura di tutti gli arrivi ferroviari serali e notturni. L’obiettivo è convertire le corse scarsamente utilizzate in servizi sincronizzati con l’Alta Velocità.
La seconda direttrice punta all’istituzione di un collegamento Intercity diretto tra Locri e Roma Termini via linea jonica e tirrenica. Si tratta di un obiettivo precluso dall’assenza di elettrificazione sulla rete jonica, che impediva il transito dei treni a trazione elettrica. Come documentato dall’Associazione Ferrovie in Calabria, l’ostacolo tecnico è stato superato con l’entrata in funzione del treno ibrido HTR 412. Questo convoglio, già operativo da oltre un anno sulla tratta Reggio Calabria–Bari–Lecce, utilizza la trazione diesel sulle linee non elettrificate e quella elettrica sulle tratte coperte da rete aerea, rendendo tecnicamente possibile il ripristino del collegamento diretto con la Capitale.
Il confronto istituzionale: l’adesione dei Comuni e l’attesa della Regione
«Non chiediamo investimenti miliardari o opere faraoniche. Non ci vogliono decenni per fare quello che chiediamo», ha dichiarato il sindaco Vittorio Zito. «Chiediamo che gli autobus che collegano Locri con Rosarno siano sincronizzati con la partenza e gli arrivi dei treni AV a Rosarno. Chiediamo che un cittadino della Locride possa prendere un treno da Rosarno in autonomia, senza chiedere aiuto ai parenti o rivolgersi per forza al trasporto privato. Chiediamo che le risorse del Trasporto Pubblico Locale siano spese con efficienza e non sprecate. Chiediamo che si prenda atto che oggi è possibile un collegamento diretto Intercity tra la Locride e Roma, e che non ci possono essere più alibi per impedirne l’istituzione. Perché la mobilità ferroviaria non è un privilegio, ma un diritto. E oggi tutto questo è possibile, ed è questione solo di scelte politiche».
L’istanza sollevata dal Comune di Roccella Ionica ha registrato il parere favorevole di diverse amministrazioni locali del comprensorio. La condivisione degli obiettivi del Piano è stata confermata da Vincenzo Maesano, presidente dell’Assemblea dei sindaci della Locride, che ha dichiarato: «Qualsiasi iniziativa indirizzata a togliere dall’isolamento i nostri territori viene accolta con positività e rilanciata in maniera unitaria. Crediamo che quello dei trasporti sia un aspetto fondamentale se vogliamo parlare di sviluppo economico-sociale, e turismo. Ora stiamo attendendo che ci dia un appuntamento la regione Calabria con gli assessori Gallo e Calabrese, al fine di concretizzare questa iniziativa».
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