Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 11:35
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 3 minuti
Cambia colore:
 

rigenerazione demografica

Il paese che sfida lo spopolamento, Santa Maria del Cedro è un “Comune Vivo”

Riconoscimento della Fondazione con il Sud e ANCI per il centro cosentino. Il sindaco Ugo Vetere: «Nessuna ricetta speciale, ma servizi di qualità»

Pubblicato il: 14/06/2026 – 10:30
di Fabio Benincasa
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
Il paese che sfida lo spopolamento, Santa Maria del Cedro è un “Comune Vivo”

SANTA MARIA DEL CEDRO «Il nostro è un comune che accoglie tanti cittadini provenienti da territori limitrofi e anche dalla Campania, non abbiamo nessuna speciale ricetta per combattere lo spopolamento ma cerchiamo di offrire ottimi servizi». Ugo Vetere, sindaco di Santa Maria del Cedro, si mostra soddisfatto – in una intervista al Corriere della Calabria – dopo aver ottenuto il premio “Comune Vivo”. Un riconoscimento destinato ai comuni italiani che stanno invertendo il trend dello spopolamento, promuovendo la rigenerazione demografica delle comunità di riferimento secondo le quattro dimensioni del nascere, restare, tornare, arrivare. La prima edizione del Premio “Comune Vivo” è promossa dalla Fondazione con il Sud in collaborazione con ANCI, con l’obiettivo di costruire una nuova narrazione pubblica sul tema dello spopolamento, valorizzando le azioni già in atto per la rigenerazione demografica, sociale, culturale ed economica del Sud e la necessaria collaborazione pubblico-privato sociale. 

L’aumento delle nascite

Altro che spopolamento, Santa Maria del Cedro registra dati in netta controtendenza rispetto ad altri enti calabresi. «Negli anni abbiamo registrato una crescita importante della popolazione – aggiunge il primo cittadino – e anche una crescita anche di neonati. E i dati confermano il trend. Santa Maria del Cedro, comune di poco più di 5.200 abitanti in provincia di Cosenza, ha conosciuto un significativo scostamento positivo della popolazione e in particolare per le nuove nascite (popolazione +1,4%; popolazione da 0 a 4 anni +7,7%; popolazione straniera 4,9%), con presenza del terzo settore e del sistema di accoglienza e integrazione. Nel 2026 ha ottenuto la Bandiera Blu per il sesto anno consecutivo ed è al secondo posto tra i comuni italiani più ricercati dagli acquirenti esteri (classifica 2025 di Gate-away.com, portale immobiliare per gli investitori stranieri che cercano casa in Italia). Il cedro ovviamente è il vero marcatore identitario. Il giornalista calabrese e conduttore televisivo Osvaldo Bevilacqua nel corso di un affascinante viaggio nel «litorale sacro» della suggestiva Riviera dei Cedri, ha appuntato – sul proprio diario di viaggio – alcuni scatti dedicati alla narrazione del «mito dell’agrume definito, nella Bibbia, “il frutto dell’albero più bello”».

Il flusso turistico destagionalizzato, invece, rappresenta un valore aggiunto per alberghi, ristoranti e artigianato locale. Non solo. «Il punto sono i servizi – ribadisce Vetere – e poi la realizzazione di infrastrutture importanti come le scuole, il lungomare, le piscine, le palestre. La gente ha interesse nel trasferirsi in queste comunità».

I numeri dello spopolamento

Santa Maria del Cedro, dunque, rappresenta un esempio virtuoso, ma in tema di spopolamento i dati snocciolati dal presidente della Fondazione con il Sud, Stefano Consiglio, sono drammatici. «Non solo aree interne, ma anche città e luoghi costieri. I numeri parlano chiaro: dal 2001 abbiamo perso 730 mila persone. Entro il 2080, rischiamo di essere 8 milioni in meno. Non perdiamo solo numeri, perdiamo laureati, energia, creatività e legami sociali. Davanti a questo scenario segnato da denatalità, emigrazione e invecchiamento, abbiamo due strade: rassegnarci a un declino che sembra scritto o unire le forze per cambiare rotta. Non esistono ricette magiche e non c’è una soluzione unica, ma occorre lavorare su tutte le dimensioni della rigenerazione per rendere il Sud, e l’Italia, un luogo dove sia possibile immaginare un futuro. Ma occorre una visione nuova e condivisa, una forte reazione contraria alla rassegnazione, non possiamo lasciare i sindaci da soli, adulti, anziani e giovani senza alcuna prospettiva credibile. Nessuno si salva da solo». (f.benincasa@corrierecal.it)

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato  

Argomenti
Categorie collegate

x

x