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Catanzaro, record per l’Accademia di Belle Arti: 533mila euro dal MUR per l’internazionalizzazione

L’istituto cresce ancora nei finanziamenti, in aumento del 38% rispetto al 2025 quando era già primo in Italia. Mobilità internazionale in forte espansione per studenti e docenti

Pubblicato il: 16/06/2026 – 13:49
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Catanzaro, record per l’Accademia di Belle Arti: 533mila euro dal MUR per l’internazionalizzazione

CATANZARO L’Accademia di belle arti di Catanzaro ha ottenuto dal ministero dell’Università e della Ricerca finanziamenti per l’internazionalizzazione pari a 533mila euro per il 2026, in crescita significativa rispetto ai 385mila euro ottenuti nel 2025, quando l’istituzione si era classificata prima in Italia nella medesima graduatoria. «Un incremento del 38% – viene spiegato in una nota dell’Accademia – che premia la qualità crescente dei progetti proposti e il lavoro strutturato dell’Ufficio relazioni internazionali. Il dato assume un peso ancora maggiore se si considera la dimensione dell’istituzione: circa 500 studenti e circa 60 docenti. Numeri che rendono questo risultato ancora più significativo nel confronto con atenei e accademie di ben più larga scala». Solo nell’ultimo semestre l’Ufficio relazioni internazionali ha messo in mobilità oltre 45 tra studenti e docenti verso Spagna, Francia, Slovacchia, Svezia, Lituania e Romania, e ha accolto a Catanzaro 10 tra docenti e studenti stranieri provenienti dalla Spagna. «Questi numeri sono la misura di quanto straordinario lavoro è già stato fatto e rappresentano la base da cui ripartire per crescere sempre di più – ha dichiarato il direttore dell’Accademia Virgilio Piccari -. Ma sono numeri che non arrivano per caso: sono il frutto di una scelta precisa, portata avanti con determinazione da un Ufficio relazioni internazionali straordinario e da un corpo docente che ha creduto nell’apertura come valore formativo irrinunciabile. L’internazionalizzazione non è un privilegio riservato agli atenei delle grandi città: è un diritto che vogliamo garantire ai nostri studenti e ai nostri docenti, perché un artista, un designer, un ricercatore si forma davvero solo quando impara a confrontarsi con mondi diversi dal proprio».

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