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l’intervista

Eccher: «Il Nord continua a sottovalutare le mafie»

L’avvocato e componente laica del Csm a Cosenza. «Le delibera sulle mafie va rivista, al Paolo Guido sarà il nuovo Giovanni Falcone»

Pubblicato il: 26/06/2026 – 19:03
di Fabio Benincasa
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Eccher: «Il Nord continua a sottovalutare le mafie»

COSENZA La sottovalutazione del fenomeno mafioso è uno dei fattori che indicono di più nella capacità della criminalità organizzata di infiltrarsi in territori che fino a qualche anno erano sicuri di aver sviluppato i necessari anticorpi resistenti al virus mafioso. I più grandi procedimenti hanno smentito, nei fatti, una convinzione frutto di una sottostima della straordinaria capacità sviluppata dai clan. Ne è convinta Claudia Eccher, avvocato cassazionista e componente laica del Consiglio superiore della magistratura, intervenuta duramente in relazione alla delibera del Csm, che lo scorso 11 giugno ha individuato le Procure distrettuali operanti in aree caratterizzate da alta densità di criminalità organizzata di tipo mafioso (Bari, Caltanissetta, Catania, Catanzaro, Lecce, Messina, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma e Salerno), non tenendo conto – questo l’oggetto della contestazione mossa da Eccher – della geografia delle mafie drasticamente mutata. D’altro canto, sottolinea al Corriere della Calabria, la presenza delle organizzazioni mafiose ha assunto forme sempre più articolate e diffuse.

La mafie al Nord e il coraggio dei procuratori

«Dal mio punto di vista c’è stata una gravissima sottovalutazione. La pratica in questione è arrivata con un articolo 70, per cui con un’urgenza pomeridiana, non c’è stato il tempo di discutere, di approfondire. Vengo dal Nord, dal Trentino, dove le mafie si stanno radicando, perché oggi la mafia cerca l’economia, i capitali, i territori da conquistare e colonizzare». L’avvocato Eccher entra nel merito della questione legata alla delibera del Csm. «Dal nostro punto di vista, insieme all’onorevole consigliere Bertolini, abbiamo chiesto l’apertura di una pratica e chiediamo che la delibera in autotutela venga definitivamente accantonata. Occorre ridiscutere della questione, perché bisogna capire che anche al Nord il pericolo mafioso è grande». La verità è nei procedimenti e nelle carte delle recenti inchieste: da Minotauro a Hydra senza dimenticare Aemilia. «Ricordiamo appunto Hydra, che vede più di 400 imputati a Milano, non possiamo nasconderci dietro un dito e dobbiamo anche dare dignità a tutti quei procuratori del Nord che stanno rischiando la vita e vivono sotto scorta come tanti procuratori del Sud». Eccher è intervenuta a Cosenza, nel Salone degli Specchi della Provincia, a margine di un convegno organizzato da Federprivacy. «Sono molto contenta di essere a Cosenza perché è la città del procuratore Paolo Guido, oggi alla guida dell’ufficio di procura di Bologna: l’ho sostenuto con grande senso di responsabilità, credo vada sempre più valorizzato. Sarà il nuovo Giovanni Falcone».

Tra privacy e (cyber)sicurezza

Inevitabile un passaggio dedicato alla sicurezza sul web. «Mai come in questo periodo storico, l’interesse sulla privacy, sulla conservazione del dato è un argomento di grande attualità. Abbiamo l’obbligo di tutelare e di mantenere i dati all’interno del nostro paese e di tutelare anche la privacy dei nostri cittadini», sostiene Eccher. «Per quanto riguarda il mio impegno, ho cercato di contenere la comunicazione anche tra le procure e le istituzioni per quanto concerne i grandi processi, purtroppo in questo paese i procedimenti si celebrano non più nelle aule di tribunali, ma nei talk show. Ho fatto una delibera che credo sia un passo storico, dispone l’obbligo e le linee guida dedicate e rivolte ai magistrati chiamati a mantenere un linguaggio sobrio e soprattutto a tutelare la reputazione di ogni singolo cittadino». Per Eccher, «il danno reputazionale è incalcolabile e nessuno potrà mai risarcirlo». (f.benincasa@corrierecal.it)

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