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la delibera approvata l’11 giugno

Libera contesta il Csm: «Geografia delle mafie è cambiata»

«Presenza criminale significativa anche al Nord»

Pubblicato il: 14/06/2026 – 15:04
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Libera contesta il Csm: «Geografia delle mafie è cambiata»

MILANO «La delibera del CSM approvata lo scorso 11 giugno, che individua le Procure distrettuali operanti in aree caratterizzate da alta densità di criminalità organizzata di tipo mafioso (Bari, Caltanissetta, Catania, Catanzaro, Lecce, Messina, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma e Salerno), pur se fondata su dati e fonti istituzionali per un’analisi del fenomeno mafioso nel nostro Paese, di fatto non tiene conto che la geografia delle mafie è cambiata e di conseguenza anche gli strumenti di osservazione devono evolversi. Negli ultimi decenni, la presenza delle organizzazioni mafiose ha assunto forme sempre più articolate e diffuse. Le mafie contemporanee non si manifestano esclusivamente attraverso episodi di violenza evidente, ma operano anche mediante infiltrazioni economiche, riciclaggio, condizionamento del tessuto imprenditoriale e relazioni opache capaci di incidere profondamente sulla vita dei territori. E’ auspicabile, se non necessario tenerne conto». In una nota Libera sulla delibera del Csm che individua quelle Procure distrettuali collocate in “zona ad alta densità mafiosa” concentrate solo nel Sud Italia e nel pontino romano. «Oggi, numerosi indicatori pubblici raccontano un’evoluzione del fenomeno che ha superato da tempo i confini geografici tradizionalmente associati alle mafie – prosegue l’associazione -. In molte realtà del Centro e del Nord Italia la presenza criminale si manifesta infatti attraverso modalità meno visibili, ma non per questo meno incisive». A testimoniarlo, sottolinea ancora Libera, sono «le interdittive antimafia adottate nei confronti di imprese attive in Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Toscana; le segnalazioni di operazioni sospette registrate dall’UIF nelle principali aree metropolitane del Centro-Nord; i beni confiscati censiti dall’ANBSC in regioni tradizionalmente considerate estranee alla presenza mafiosa; i procedimenti per riciclaggio e le sentenze definitive che hanno accertato la presenza stabile di articolazioni delle mafie in città come Milano, Torino, Reggio Emilia e Bologna». Per contribuire a una riflessione pubblica su questa trasformazione e sull’importanza di una lettura più ampia, Libera promuoverà nei prossimi giorni una serie di presidi e sit in dimostrativi nelle principali città italiane del Nord Italia sotto lo slogan “Le mafie sono anche qui. I dati lo dicono”, l’obiettivo è favorire una maggiore consapevolezza sulla diffusione nazionale del fenomeno mafioso e sull’importanza di strumenti di analisi capaci di coglierne le trasformazioni. «Perché- conclude Libera- riconoscere la mafia solo dove fa più rumore significa non riconoscerla dove è pericolosa e fa più danni». 

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