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la forza silenziosa dello Stato

La giudice che non ha mai lasciato Reggio

Maria Grazia Arena prima donna presidente del Tribunale di Reggio Calabria, ha affrontato le sfide della giustizia in una delle realtà più complesse del Paese. Ora mette la sua esperienza al servizio…

Pubblicato il: 30/06/2026 – 10:40
di Paola Suraci
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La giudice che non ha mai lasciato Reggio

REGGIO CALABRIA Maria Grazia Arena ha attraversato la giustizia reggina con il passo discreto di chi non ha mai cercato la ribalta, eppure ha finito per scriverla, quella ribalta, capitolo dopo capitolo. Nata a Reggio Calabria il 2 luglio 1956, è una donna che alla città ha restituito quarant’anni di lavoro silenzioso e rigoroso, in un mestiere — quello del magistrato — che in questa terra significa spesso camminare sul filo, tra le carte dei processi e l’ombra lunga della criminalità organizzata.
Entra in magistratura nel 1981, ed è un’epoca in cui le donne nei tribunali del Sud sono ancora una minoranza, quasi un’eccezione da osservare con curiosità. Lei comincia da giudice a Locri, poi a Palmi, poi alla Pretura di Reggio Calabria: anni di gavetta vera, fatta di udienze, di fascicoli, di un territorio che non perdona distrazioni. Negli anni Novanta è giudice relatore in dibattimenti complessi, di quelli che pesano per il numero degli imputati e la delicatezza dei reati contestati — un’esperienza che la temprerà per tutto ciò che verrà dopo.
Sale, sezione dopo sezione: consigliere in Corte d’Appello, presidente di sezione civile al Tribunale di Reggio, e dal 2010 presidente del Tribunale di Palmi. Ma è nel 2016 che arriva la svolta che la consegna alla storia giudiziaria della città: il CSM la nomina presidente del Tribunale di Reggio Calabria. È la prima donna a sedersi su quella poltrona, in un ufficio giudiziario che ha sempre avuto un peso specifico enorme nel contrasto alla ‘ndrangheta. Da quel momento il suo nome si lega indissolubilmente a Reggio, alle sue difficoltà logistiche mai risolte, alla lotta quotidiana per garantire ai cittadini una giustizia credibile in un territorio che troppo spesso ha guardato al tribunale con diffidenza.
Nel 2019, mentre la magistratura italiana è scossa dal terremoto Palamara, viene eletta presidente di Magistratura Indipendente: un incarico nazionale che la porta fuori dai confini calabresi, ma che lei non userà mai per allontanarsi dal suo territorio. Anzi, resta lì, alla guida del Tribunale reggino, per anni, fino a guadagnarsi nel 2023 il premio Kairos a Gioia Tauro — un riconoscimento che la stessa cittadinanza calabrese le tributa per il rigore e l’equilibrio con cui ha amministrato la giustizia in anni complicati.
Il commiato arriva quest’anno, a inizio maggio, quando lascia il timone del Tribunale al suo successore, Giuseppe Campagna, in una cerimonia carica di commozione, dove le parole spese per lei raccontano di una donna capace di coniugare fermezza istituzionale e attenzione umana — una presidente, prima ancora che un magistrato, capace di ascolto.
E proprio quando ci si aspetterebbe il classico passo indietro della pensione, arriva invece il passo di lato verso un terreno nuovo: la politica amministrativa. Maria Grazia Arena diventa vicesindaco di Reggio Calabria nella giunta del neosindaco Francesco Cannizzaro, che aveva promesso una vicaria donna, “di sostanza e competenza”, e che in lei ha trovato — fuori dai recinti dei partiti — un profilo capace di portare in Comune la stessa autorevolezza con cui per anni ha guidato il Palazzo di Giustizia.

Le parole della neo vicesindaca

A raccontare lo stato d’animo di fronte a questa svolta è la stessa Arena, che non nasconde la sorpresa per una proposta arrivata senza preavviso: «È stata una proposta del tutto inaspettata, che mi ha colta alla sprovvista – dichiara Maria Grazia Arena – ma alla quale ho scelto di rispondere positivamente con profondo senso di responsabilità e gratitudine per la fiducia accordatami dal nuovo sindaco di Reggio Calabria. Ho sempre vissuto il mio percorso professionale con l’idea che il lavoro sia, prima di tutto, un servizio alla cittadinanza; con questo stesso spirito affronterò il ruolo che mi è stato proposto». Una scelta che la neo vicesindaca tiene a sganciare da qualunque appartenenza politica, pur riconoscendo piena sintonia con il progetto amministrativo del sindaco: «Siamo davanti a una fase nuova e stimolante per Reggio e, pur non essendo legata ad alcun partito, condivido pienamente l’entusiasmo, la visione e la volontà di cambiamento dell’onorevole Francesco Cannizzaro». E a chi potesse leggere nella nomina un calcolo personale, Arena risponde con la stessa franchezza che ha caratterizzato la sua intera carriera in magistratura: «Alla luce dei diversi ruoli che ho ricoperto nel corso della mia esperienza professionale, è noto che non ho bisogno né di visibilità né di alcun vantaggio economico. Ciò che mi ha spinta ad accettare la proposta e ad assumere l’incarico di vicesindaco è esclusivamente la volontà di mettere le mie competenze e la mia energia al servizio della comunità a cui appartengo. Non ho accettato questo incarico per ciò che può dare a me – conclude Arena – ma per ciò che, mi auguro, potrò dare io alla mia città». Parole che chiudono un cerchio e ne aprono subito un altro, con la stessa cifra di sempre: equilibrio, rigore, e un legame con la città che non si è mai spezzato. Parole che chiudono un cerchio e ne aprono subito un altro, con la stessa cifra di sempre: equilibrio, rigore, e un legame con la città che non si è mai spezzato. (redazione@corrierecal.it)

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