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il dibattito politico

Regione, la “partita a scacchi” sul “caso” sottosegretari. Il centrodestra studia la “exit strategy”

Valutazioni in corso nella maggioranza dopo lo stop alla modifica dello Statuto. Centrosinistra pronto a rilanciare il tema (e la polemica)

Pubblicato il: 07/07/2026 – 6:55
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Regione, la “partita a scacchi” sul “caso” sottosegretari. Il centrodestra studia la “exit strategy”

LAMEZIA TERME Una partita a scacchi: “una mossa a te, una mossa a me”. Questo è diventato la vicenda della figura dei sottosegretari alla Regione dopo la decisione dell’Ufficio centrale regionale per il referendum, istituito presso la Corte d’Appello di Catanzaro, che ha detto sì al referendum per la modifica dello Statuto della Regione accogliendo un ricorso dell’opposizione di centrosinistra: la modifica dello Statuto – si ricorderà – prevede anche la nomina di due sottosegretari alla Presidenza della Regione. E’ il caso politico del momento, in effetti, con il centrosinistra che – comprensibilmente – sta alzando il livello della polemica e la maggioranza di centrodestra che – altrettanto comprensibilmente – sta mantenendo un profilo molto basso, e comunque una sorta di consegna del silenzio, valutando “in camera caritatis” una possibile exit strategy da una situazione oggettivamente scomoda.

La “partita a scacchi”

Il tema del contendere in realtà è un unicum, anche sul piano delle procedure da seguire, al netto ovviamente delle valutazioni politiche che soprattutto la coalizione di governo guidata dal presidente della Regione Roberto Occhiuto è chiamata in queste ore a studiare. L’opposizione insiste dicendo che ora la “patata bollente” è tutta nelle mani di Occhiuto e della sua maggioranza, che – a dire del centrosinistra – non avrebbero tante alternative: o una nuova norma di rango statutario che elimini la previsione sui sottosegretari o il referendum. «In ogni caso una reazione da parte nostra ci sarà», confida un esponente di spicco del centrodestra che chiede l’anonimato non prima di aver ricordato peraltro che «la norma in questione non è stata nemmeno impugnata dal governo». Considerato – da quello che si apprende – che l’idea di un ritorno in aula con una nuova norma statutaria appare politicamente poco appetibile per la maggioranza, anche se non è esclusa, il vero “nodo” è quello del referendum, il cui svolgimento ha parecchie controindicazioni, per il centrodestra ovviamente ma in parte anche per il centrosinistra, perché comunque si tratta di una consultazione che ha costi piuttosto sostenuti – si parla di circa 7-8 milioni – e quindi non facilmente giustificabili agli occhi dei calabresi, che in effetti hanno ben altre cose a cui pesare. Fronte centrodestra comunque si fa presente che la strada di un ricorso in via amministrativa o giurisdizionale contro la pronuncia dell’Ufficio centrale del referendum potrebbe essere quella giusta, e comunque sarebbe già al vaglio degli esperti giuridici dello schieramento (per l’opposizione invece questa strada sarebbe impraticabile a priori). Intanto, il tema oggi potrebbe diventare oggetto di scontro in Consiglio regionale: la questione di sottosegretari ovviamente non è all’ordine del giorno della seduta di Palazzo Campanella ma il centrosinistra fa intendere di essere pronto di andare alla carica in aula se dall’altro versante non arriveranno segnali di reazione. Per questo Occhiuto e la maggioranza stanno valutando il da farsi per non far tirare al centrosinistra un rigore a porta vuota.  (a. c.)

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