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le radici calabresi

Le lettere d’amore in Calabria e una pizzeria a Buenos Aires. La storia di Tina e Michele che ha conquistato l’Argentina

La conoscenza epistolare, il matrimonio e la partenza da Ricadi. Oggi “Tina”, a 88 anni, spopola sui social argentini tra “nacatole” calabresi e peperoncini

Pubblicato il: 11/07/2026 – 19:06
di Marco Russo
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Le lettere d’amore in Calabria e una pizzeria a Buenos Aires. La storia di Tina e Michele che ha conquistato l’Argentina

BUENOS AIRES Chacarita, un piccolo barrio di Buenos Aires, conta poco meno di trentamila abitanti. Tra i vicoli del quartiere, conosciuto soprattutto per ospitare il cimitero più grande del paese, spunta un piccolo locale, che si distingue dagli altri per una facciata dipinta tutta di azzurro. Quasi a voler celebrare quel colore che accomuna l’Italia e l’Argentina, due paesi profondamente legati tra loro da una lunga storia di migrazioni, partenze e ritorni all’insegna della nostalgia. All’interno, tra menù e volantini, c’è una targa esposta con orgoglio: «Un omaggio in vita a Tina e Miguel, celebriamo le loro radici e la loro storia attraverso i sapori». È firmata da “hijos, nietos e bisnietos” di Michele e Ipolitina, che hanno raccolto il testimone dei “nonni” calabresi, mantenendo tramite sapori e ricette un legame con una terra mai dimenticata.

Foto di Maxi Failla, Clarin

Una storia d’amore partita dalla Calabria

La storia di Tina e Michele, oggi 88 e 95 anni, inizia molto tempo fa. Esattamente nel Vibonese, a Capo Vaticano, oggi paradisiaca meta ambita dai turisti, ma un tempo terra di migrazione come il resto della Calabria. Fu il padre di Michele a convincere il figlio, ancora molto giovane, a partire per andare in Sudamerica. Il timore – racconta il giornale argentino Clarin – era che potesse essere arruolato, così oltrepassò l’oceano e si stabilì in Argentina. Il suo desiderio, però, era quello di conoscere una ragazza del suo stesso paese d’origine. In una foto in bianco e nero vide Tina e pensò fosse quella giusta: iniziò una lunga corrispondenza di lettere e i due si innamorarono, sposandosi nel 1956. Ma l’inizio non fu semplice. Dopo il matrimonio in Calabria Tina rimase subito incinta e non poté partire per l’Argentina, cosa che avvenne solo quando Raimondo, il primogenito, aveva tre mesi. La prima meta fu Palermo, il barrio più popoloso di Buenos Aires, dove nacque Franco, il loro secondo figlio, prima di trasferirsi a Chacarita, nell’appartamento dove vivono oggi. Qui nacque anche Andrés, il figlio minore.

La pandemia e l’idea di aprire un nuovo locale

Al piano terra del loro appartamento c’è Ipolitina, il piccolo locale che hanno deciso di aprire durante la pandemia. Sono stati i figli e i nipoti, Agostino e Juan Ignacio, a dare l’idea e a portare avanti il progetto, un «homenaje de dos nietos a los nonnos en vida». In quello spazio che in origine nacque come piccola “sartoria” di famiglia, i nipoti di Tina e Michele hanno deciso di aprire il locale, comprendendo subito l’importanza della comunicazione. In poco tempo le ricette e i video di Tina hanno conquistato i social, con milioni di visualizzazioni e nuovi affezionati clienti da tutto il mondo. C’è chi arriva da Hong Kong – racconta Tina -, chi è con origini italiane e spera di trovare nelle sue ricette gli originali sapori di casa. Tutti chiedono di parlare con lei, la “nonna” calabrese che sui social racconta il mondo della cucina e le sue radici.

Sui social milioni di visualizzazioni tra “nacatole” e peperoncini

«Sono Tina, sono arrivata in Argentina nel 1957. Quello che abbiamo costruito con mio marito lo abbiamo fatto con tanti sacrifici, ma quello che sognavamo si è realizzato» ha raccontato ad una “influencer” argentina. In poche settimane il video ha superato le 3 milioni di visualizzazioni, con oltre 70 mila condivisioni. Sulla loro pagina, da oltre 180 mila follower, pubblica post con la maglia che orgogliosamente recita “Ipolitina dalla Calabria”, in cui cucina la parmigiana di melanzane, le nacatole calabresi, la pignolata, o mostra i peperoncini rigorosamente coltivati sul terrazzo. In altri post ricorda le sue origini, i proverbi della Calabria o di quando il padre coltivava la terra tra Ricadi e Tropea. La storia di Tina e Michele, che ha già conquistato i social argentini, oggi è diventata anche un libro della scrittrice Jessica Fainsod. Anche il titolo ricorda la Calabria: “Amore del Capo”. (m.russo@corrierecal.it)

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