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Lavoro e caporalato, l’allarme della Commissione parlamentare: «Il fenomeno è ormai diffuso in tutta Italia»

Missione a Reggio Calabria per la delegazione guidata da Tino Magni: «Puntare sulla prevenzione e sulle buone pratiche contro il caporalato»

Pubblicato il: 13/07/2026 – 18:23
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Lavoro e caporalato, l’allarme della Commissione parlamentare: «Il fenomeno è ormai diffuso in tutta Italia»

REGGIO CALABRIA «Il fenomeno del caporalato e dello sfruttamento del lavoro da fenomeno marginale è diventato un problema diffuso», lo ha detto il Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta, sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, Tino Magni, che assieme ad una delegazione della stessa Commissione ha svolto, oggi, una missione a Reggio Calabria e nella provincia. La missione, finalizzata ad acquisire elementi informativi concernenti il contrasto del caporalato e delle altre forme di sfruttamento del lavoro nell’ambito del comparto agricolo, si è conclusa in Prefettura a Reggio Calabria dove si sono svolte una serie di audizioni con diversi rappresentanti delle Istituzioni e delle parti sociali. Della delegazione, oltre al presidente Tino Magni, facevano parte, la vice presidente Susanna Camusso, Marco Lombardo e Tilde Minasi. «Ed è un problema che non riguarda solo il settore agricolo – ha aggiunto Magni – e non riguarda solo la Calabria». In un punto stampa finale, il presidente Magni ha sottolineato l’importanza delle cosiddette «buone pratiche». In Calabria c’è una «volontà di affrontare i problemi. La soluzione è da costruire, e non è affatto facile – ha detto Magni – altrimenti non saremmo qui a discutere di questa cosa. Siamo arrivati, come in tutte le parti, sia dal nord, che dal Sud, a discutere di un problema che è quello dello sfruttamento delle condizioni di lavoro”. «Dobbiamo lavorare con le istituzioni – conclude – ma anche al Parlamento e, a partire da noi come commissione, cercare di lavorare su come prevenire. Stiamo lavorando molto sul dialogo e sul confronto con le istituzioni ed il comparto sociale».

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