«Case della Comunità, ospedali della Comunità, Cot: una sanità di prossimità è possibile»
L’intervento di Rubens Curia

LAMEZIA TERME «Con la deliberazione n 373 del 30/06/26 ” Linee di indirizzo per il funzionamento degli Ospedali della Comunità ” ed il precedente DCA 58 del marzo 2026 ” Linee di indirizzo per il funzionamento delle Case della Comunità ” la Regione Calabria ha disegnato un nuovo paradigma della sanità territoriale dove l’iniziativa, la prossimità al cittadino e la continuità Ospedale- Territorio diventano la prassi». Lo afferma Rubens Curia, di “Comunità Competente”. «Nella deliberazione 373/26- prosegue Curia – l’Ospedale della Comunità ( notare non “di Comunità” come la Casa della Comunità) in continuità con l’Ospedale o con il territorio garantisce, con la governance della Centrale Operativa Territoriale (COT), con i suoi 15/20 posti letto, non solo una dimissione protetta o un ricovero dalla propria abitazione o da una Rsa, ma afferma il principio della ” centralità del paziente”, tenuto conto dell’eventuale care giver, e della integrazione delle cure dove emergono nuovi protagonisti come l’infermiere case manager, che ” non si limita ad una mera logica prestazionale”, ma si orienta ad intervenire sui determinanti di salute promuovendo la salute del singolo e della famiglia”. Anche nell’Ospedale della Comunità si muoveranno equipe multiprofessionali composte da Infermieri (7/9 ); 1/2 unità di supporto( sanitario e amministrativo); 4/6 Operatori socio-sanitari; 2 unità di personale con funzioni riabilitative; 1 medico ed altre figure come ad esempio gli assistenti sociali, i MMG, gli specialisti ambulatoriali interni, i medici di continuità assistenziale ed altri. L’attivazione di questa Rete di prossimità (C.d.C/ O.d.C/COT) sarà un Working progress dove bisognerà garantire, aldilà del PNRR, il funzionamento delle C.d.C. e degli O.d.C. delle Aree Interne e Pedemontane in cui vive in fascia altimetrica 3 il 21% dei calabresi contro una media nazionale del 12%; pertanto chiediamo che nessuno sia lasciato indietro utilizzando, per tale importante obiettivo, fondi non Pnrr. Ricordiamo, infine, che – conclude Curia – gli Ospedali della Comunità daranno risposte, in primo luogo, alle persone sole che nella nostra Regione per la forte emigrazione (1 milione 912 mila nel 2019, 1 milione 832 mila nel 2024) aumentano continuamente ed alle persone disagiate. Parafrasando un grande potremmo dire: “Fatta l’Italia, adesso dobbiamo fare gli italiani “, ovvero fatte in parte le Strutture Edilizie adesso mettiamoci il Personale formato per questa nuova mission».