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la scomparsa

È morto Osvaldo Bagnoli: prima del miracolo Verona brillò con il Catanzaro. Il cordoglio del club

L’ex allenatore campione d’Italia con l’Hellas aveva vestito la maglia giallorossa dal 1961 al 1964, diventando uno dei protagonisti della squadra in Serie B

Pubblicato il: 17/07/2026 – 12:42
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È morto Osvaldo Bagnoli: prima del miracolo Verona brillò con il Catanzaro. Il cordoglio del club

CATANZARO Il calcio italiano piange Osvaldo Bagnoli, scomparso oggi all’età di 91 anni. Artefice di una delle imprese più straordinarie della storia del pallone italiano, l’ex allenatore dell’Hellas Verona portò il club scaligero alla conquista dello storico scudetto nella stagione 1984-1985, interrompendo il dominio delle grandi del calcio nazionale. Un risultato che, per molti, sarebbe stato eguagliato per portata soltanto dal Leicester di Claudio Ranieri trentuno anni più tardi. Bagnoli aveva compiuto 91 anni lo scorso 3 luglio. Da alcuni giorni era ricoverato all’ospedale Borgo Roma di Verona, dove si è spento nelle prime ore della mattina.

Il legame con Catanzaro

Prima di diventare uno degli allenatori più apprezzati del calcio italiano, Bagnoli fu anche protagonista in Calabria. Dopo gli esordi da calciatore con il Milan e un primo passaggio al Verona, vestì infatti la maglia del Catanzaro, dove militò per tre stagioni consecutive in Serie B, dal 1961 al 1964, prima di proseguire la carriera con Spal e Verbania. Con i giallorossi disputò oltre un centinaio di partite, diventando uno dei punti di riferimento della squadra. Nella stagione 1961-62 collezionò 33 presenze e 5 reti, mentre l’anno successivo scese in campo 35 volte segnando 4 gol. Il suo miglior campionato fu il 1963-64, chiuso con 33 presenze e 12 reti, che gli valsero il titolo di capocannoniere del Catanzaro. Complessivamente, l’esperienza calabrese si concluse con circa 101 presenze e 21 gol, numeri significativi per un centrocampista. Lo stesso Bagnoli, negli anni, ricordò con affetto quel periodo: «Ho fatto tre anni a Catanzaro e, come diceva lei, era raro vedere uno che dal Nord andava a giocare nel profondo Sud. Però quando si decideva di fare questo passo era per guadagnare qualcosina in più». L’Us Catanzaro in una nota «si unisce al dolore del mondo del calcio per la scomparsa di Osvaldo Bagnoli, tra i più grandi allenatori della storia del calcio italiano, protagonista di una carriera straordinaria culminata con la memorabile impresa dello Scudetto conquistato alla guida dell’Hellas Verona. Il club guidato dal presidente Floriano Noto ricorda con particolare affetto anche il legame che ha unito Osvaldo Bagnoli ai colori giallorossi: tra il 1961 e il 1964 vestì infatti la maglia del Catanzaro, collezionando 102 presenze in Serie B. Tutta la famiglia giallorossa si stringe con sincera partecipazione al dolore della famiglia e dell’Hellas Verona, di cui era presidente onorario».

Il “miracolo” Verona

Conclusa la carriera da calciatore, nel 1973 iniziò quella da allenatore sulla panchina della Solbiatese, in Serie C. Dopo l’esperienza al Como e i successivi incarichi con Rimini, Fano e Cesena, nel 1981 arrivò la chiamata dell’Hellas Verona. Fu l’inizio di un’avventura destinata a entrare nella storia. Prima la promozione dalla Serie B alla Serie A, poi un quarto posto al primo anno nella massima serie, un ottavo nella stagione successiva e, infine, lo storico trionfo del 1985. «Oggi non ci rendiamo conto di quale impresa abbiamo realizzato, ma sarà il corso del tempo a farcelo capire», disse allora il centrocampista Domenico Volpati, ricordando quello scudetto conquistato il 12 maggio 1985, grazie al pareggio sul campo dell’Atalanta che consegnò matematicamente il titolo al Verona con una giornata d’anticipo.

Le ultime esperienze

Dopo l’addio al Verona, Bagnoli allenò il Genoa, ottenendo un quarto posto e successivamente una quattordicesima posizione. Arrivò quindi all’Inter, con cui sfiorò lo scudetto chiudendo il primo campionato al secondo posto alle spalle del Milan. La seconda stagione, invece, terminò con l’esonero alla ventiduesima giornata, l’ultima esperienza della sua carriera in panchina. Nel 2017 era stato inserito nella Hall of Fame del calcio italiano, mentre l’anno successivo era stato nominato presidente onorario dell’Hellas Verona. Con un messaggio affidato ai propri canali ufficiali, il club scaligero lo ha ricordato così: «Ora e per sempre leggenda inimitabile non solo del nostro Club, ma di tutto il calcio italiano. Già ci manchi».

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