La Calabria nascosta corre in bici e riscopre la sua biodiversità. La nuova sfida delle Serre
Dalla Ciclovia al biodistretto, il Parco regionale punta sul turismo lento e sulla valorizzazione di una filiera riconoscibile per costruire nuove opportunità nelle aree interne

Il turismo lento come leva per rilanciare l’entroterra, il cicloturismo per destagionalizzare i flussi, il biodistretto per far conoscere l’entroterra. È lungo queste direttrici che il Parco regionale delle Serre prova a ridisegnare il proprio ruolo. «Abbiamo puntato sulla creazione di opportunità per i giovani, per le imprese e per la comunità», spiega il direttore del Parco, Francesco Pititto. «E abbiamo investito molto sul turismo lento, che permette alle persone di vivere la natura attraverso il trekking, la bicicletta, lo yoga e tutte quelle attività outdoor che mettono in relazione l’uomo con l’ambiente». Il punto di forza delle Serre è il patrimonio naturale. «È una natura rigogliosa, piena di acqua, di verde e di una grande energia». Un paesaggio che il Parco punta a rendere sempre più accessibile senza alterarne gli equilibri, intercettando un turismo alla ricerca di esperienze legate ai luoghi e non soltanto di mete da visitare. Una delle scommesse più evidenti riguarda le due ruote.



Il cicloturismo è un fenomeno in crescita in tutta Europa e negli ultimi anni ha trovato nella Ciclovia dei Parchi della Calabria uno strumento importante per portare nuova attenzione verso l’entroterra. «La nascita della Ciclovia dei Parchi ha segnato un cambio di passo per il nostro territorio e per l’intera dorsale dei parchi calabresi», afferma Pititto. «Oggi ospitiamo, soprattutto nei mesi di bassa stagione, cicloturisti provenienti dal Nord Europa e dal resto d’Italia». Visitatori che scelgono periodi meno affollati dell’anno e contribuiscono a rendere più lunga la stagione turistica. Per molti di loro è anche l’occasione per scoprire un’altra Calabria. «Restano estasiati nel vedere una Calabria autentica, che non è solo mare, ma anche borghi, gastronomia e soprattutto natura».



Un racconto diverso della regione, affidato ai paesaggi interni, alle comunità locali e a un patrimonio rimasto per lungo tempo fuori dai grandi circuiti turistici. Sul futuro delle Serre pesa anche la scommessa del biodistretto, uno dei progetti strategici su cui il Parco sta lavorando per favorire la crescita di una filiera riconoscibile. «Il biodistretto è un progetto importantissimo affidato al Parco dalla Strategia nazionale per le aree interne», sottolinea il direttore del Parco: «Riguarda certamente gli ecosistemi che caratterizzano il Parco, ma anche le varietà agricole, le produzioni tradizionali, i saperi legati alla terra e il rapporto che le comunità hanno mantenuto con il proprio territorio».
È questo insieme di elementi che il Parco intende valorizzare, nella convinzione che possa diventare un fattore di competitività. Turismo lento e biodistretto non sono dunque due percorsi separati, ma parti della stessa strategia. Chi sceglie di attraversare le Serre a piedi o in bicicletta cerca un’esperienza che comprende anche il cibo, i prodotti locali, i piccoli borghi e il paesaggio rurale. È in questa connessione tra ambiente, agricoltura e comunità che il Parco individua una possibile prospettiva di crescita per le aree interne calabresi. La sfida del Parco delle Serre è tutta qui: «dimostrare che un territorio considerato marginale può diventare invece un laboratorio di sviluppo sostenibile, dove la natura non rappresenta un limite ma una possibilità». (ADV)



SNAI Area Versante Ionico Serre – “Il Biodistretto del Parco delle Serre e dei territori limitrofi: strategie di marketing, commercializzazione e promozione – Azioni di integrate di animazione e di accompagnamento verso il Distretto del Cibo, tra biodiversità ed agricoltura biologica” cod. intervento APQ A.1.1 – CUP: F39J21018700007 – Finanziato da Regione Calabria
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