Dai droni ai campionamenti, Arpacal sorveglia il mare di Falerna. «Alghe riportate in superficie dalla mareggiata» – FOTO E VIDEO
Il laboratorio mobile sulla costa tirrenica dopo la comparsa di una consistente chiazza marrone. Il direttore Iannone: «Ogni fenomeno viene approfondito con analisi puntuali»
FALERNA Dall’alto la chiazza è ancora più evidente. Il drone si solleva sopra la costa di Falerna e segue quella lunga striscia marrone che interrompe l’azzurro del Tirreno, mentre sulla spiaggia i tecnici preparano gli strumenti e raccolgono i campioni da sottoporre alle prime verifiche. È il dispositivo messo in campo da Arpacal, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria, per sorvegliare lo stato delle acque e intervenire in presenza di segnalazioni o fenomeni anomali. Un’attività che non si concentra soltanto nelle settimane centrali dell’estate, ma prosegue durante tutto l’anno e, nei periodi di maggiore afflusso turistico, copre anche il sabato e la domenica.
Questa mattina il laboratorio mobile dell’Agenzia ha raggiunto Falerna, lungo la costa tirrenica della provincia di Catanzaro, uno dei Comuni che nel 2026 hanno ottenuto la Bandiera Blu. A richiamare l’attenzione è stato il colore assunto dal mare e, soprattutto, la presenza di una consistente chiazza visibile anche dalla riva.

Droni e prelievi
E così, mentre il drone pattuglia dall’alto il tratto di costa alla ricerca di possibili cause immediatamente riconoscibili, il personale specializzato procede con i prelievi. Una prima analisi effettuata direttamente sul campo restituisce un quadro già osservato nei giorni scorsi: la colorazione sarebbe legata alla presenza di alghe microscopiche che, dopo aver completato il proprio ciclo vitale, si sono depositate sul fondale. A riportarle verso la superficie sarebbe stato il mare mosso delle ultime ore. Il moto ondoso ha sollevato i sedimenti, mentre il caldo e il vento hanno favorito l’aggregazione del materiale, rendendo visibili le lunghe strisce marroni comparse lungo la costa.


Iannone: «Analisi puntuali, indipendentemente dalle valutazioni iniziali»
«È un fenomeno noto, già osservato diverse volte», spiega il direttore generale di Arpacal, Michelangelo Iannone, presente durante le operazioni, ai microfoni del Corriere della Calabria. «Le alghe microscopiche hanno terminato il loro ciclo vitale e si sono depositate sul fondo. La mareggiata le ha riportate in superficie e il caldo e il vento le hanno aggregate». La prima valutazione non evidenzierebbe, dunque, particolari elementi di allarme. Il campione prelevato sarà comunque trasferito nei laboratori centrali dell’Agenzia, dove verrà sottoposto ad analisi più approfondite e specifiche. «Non ci fermiamo all’evidenza visiva e a ciò che appare a occhio nudo», sottolinea Iannone. «Ogni fenomeno viene approfondito attraverso analisi puntuali, indipendentemente dalle valutazioni iniziali».

Monitoraggio continuo della costa
L’attività di Arpacal non riguarda soltanto le situazioni già segnalate. Tecnici e laboratori mobili seguono una programmazione che comprende anche il monitoraggio dei tratti di costa nei quali non sono visibili criticità, con interventi rafforzati in presenza di emergenze o richieste provenienti dai territori. Quest’anno il dispositivo è stato potenziato anche attraverso l’impiego dei droni acquatici: piccoli mezzi dotati di tecnologie simili a quelle utilizzate sui battelli, ma capaci di operare vicino alla battigia e tra i bagnanti in condizioni di sicurezza. Gli strumenti consentono di avvicinarsi alle chiazze, raccogliere il materiale e acquisire dati utili alle successive analisi. Una presenza discreta ma costante, dunque, tra voli di ricognizione, campionamenti e verifiche di laboratorio. Con un obiettivo preciso: distinguere rapidamente i fenomeni naturali dalle reali criticità ambientali e fornire risposte attendibili ai cittadini e ai Comuni della costa calabrese. (g.curcio@corrierecal.it)
Le immagini dall’alto:
Michelangelo Iannone Dg Arpacal:
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