“Reset”, Antonio Marotta, Enzo Piattello e Andrea Greco lasciano il carcere e passano ai domiciliari
Concordate le pene dei tre imputati nel processo scaturito dall’inchiesta coordinata dalla Dda di Catanzaro
COSENZA Dal carcere ai domiciliari con braccialetto elettronico. E’ quando deciso dalla seconda sezione della Corte d’appello di Catanzaro nei confronti di tre imputati nel processo scaturito dall’inchiesta denominata “Reset”: coordinata dalla Dda di Catanzaro. Si tratta di Antonio Marotta (difeso dall’avvocanto Antonio Quintieri e Fiorella Bozzarello) la cui posizione è valutata in continuazione con il procedimento scaturito dall’inchiesta “Testa di Serpente”. Lo stesso Marotta – condannato in primo grado a 18 anni e 2 mesi – è ritenuto dagli investigatori “vicino” al clan degli zingari. Per l’imputato è stata concordata una pena a 13 anni e 8 mesi.
Stessa decisione è stata presa dalla Corte nei confronti di Enzo Piattello (difeso dall’avvocato Valentina Moretti), accusato di partecipazione all’associazione di tipo mafioso e nei confronti del quale venivano contestate tre tentate estorsioni. Per lui disposti gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico e una pena concordata in 8 anni e 6 mesi. Per Andrea Greco (difeso dall’avvocato Giorgia Greco), infine, condannato in primo grado alla pena di 20 anni di reclusione è stata concordata una pena di 13 anni e 6 mesi. (f.b.)
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