Aumenta “l’arti-turismo”, in Calabria il 20% di imprese attive
La risposta all’overtourism
ROMA Aumenta “l’arti-turismo”, secondo le stime di Confartigianato, che rileva “la scelta compiuta dal 21,3% dei vacanzieri che nel trimestre estivo prediligono viaggi esperienziali con visite ai laboratori artigiani, ad aziende e siti produttivi. Una quota in crescita rispetto al 7,6% registrato nel 2019”. Ne emerge – evidenzia la confederazione di artigiani e pmi – “il trend di un turismo orientato verso destinazioni alternative alle località tradizionali, come le aree interne e montane che rappresentano oltre il 50% del territorio italiano e custodiscono gran parte del nostro patrimonio paesaggistico, produttivo e culturale”. “Non solo Venezia, Roma o Capri: è una straordinaria rete di borghi, aree interne e montane, comunità che custodiscono storia, cultura, biodiversità e competenze imprenditoriali. È qui che nasce l’Artiturismo, la risposta di Confartigianato all’overtourism, al consumo ‘mordi e fuggi’ del nostro territorio”, commenta il presidente Marco Granelli. Secondo Confartigianato “sono protagoniste del turismo alternativo esperienziale ben 204mila imprese artigiane, con 544.000 addetti“. Le regioni “con la maggiore incidenza di imprese artigiane attive nel turismo sono Sicilia (23,1%), Calabria (20,8%) e Campania (20,5%), seguite da Sardegna (19,4%), Lazio e Marche (19,3%), Toscana (18,4%), Basilicata (18,2%), Puglia e Trentino-Alto Adige (16,8%)”.
