Putin minaccia l’Europa: «Se toccate le nostre navi, reagiremo»
Sale la tensione sulla flotta ombra utilizzata da Mosca
Una minaccia diretta all’Europa. Vladimir Putin avverte che la Russia risponderà qualora i Paesi europei procedessero al sequestro di navi mercantili russe nell’ambito della stretta occidentale contro la cosiddetta “flotta ombra” di Mosca. E la rappresaglia, ha lasciato intendere il presidente russo, potrebbe arrivare anche molto lontano dal luogo in cui si verificasse un eventuale fermo. Putin ha parlato dall’isola di Sakhalin, nell’Estremo Oriente russo, durante una visita legata alle esercitazioni della Flotta del Pacifico. Il presidente ha definito eventuali sequestri di navi commerciali russe atti di «pirateria e banditismo», sostenendo che Mosca reagirebbe con misure dello stesso tipo. Il punto più delicato riguarda proprio l’estensione geografica di una possibile risposta. Secondo Putin, infatti, la Russia non sarebbe obbligata a reagire nella stessa area in cui venisse sequestrata una propria nave, ma potrebbe farlo dove lo ritenesse necessario. Una dichiarazione destinata ad aumentare ulteriormente la tensione sulle rotte commerciali internazionali.
La minaccia sulle navi occidentali
Il messaggio di Mosca arriva mentre cresce la pressione occidentale sulle imbarcazioni sospettate di contribuire all’elusione delle sanzioni contro la Russia. Durante le esercitazioni nel Pacifico, il comandante della Flotta russa Viktor Liina ha affermato che le forze navali sono pronte a ispezionare e fermare navi riconducibili a Paesi considerati ostili, anche quando utilizzano bandiere di Stati terzi. Parole che trasformano il confronto sulle sanzioni in un terreno potenzialmente molto più delicato, quello della libertà di navigazione e dell’impiego delle marine militari a tutela o al controllo del traffico mercantile.
La stretta europea sulla «flotta ombra»
Al centro dello scontro c’è la cosiddetta flotta ombra russa, costituita da petroliere e altre imbarcazioni utilizzate per sostenere le esportazioni energetiche di Mosca e aggirare le restrizioni occidentali. L’Unione europea ha progressivamente ampliato le misure contro queste navi. Con il 21esimo pacchetto di sanzioni, approvato il 23 luglio, Bruxelles ha aggiunto altre 41 navi all’elenco delle imbarcazioni colpite dal divieto di accesso ai porti europei. Prima di quest’ultimo intervento erano già 632 le navi sottoposte alle restrizioni dell’Ue. Le misure riguardano, tra l’altro, petroliere di Paesi terzi considerate parte della flotta ombra e accusate di contribuire all’aggiramento del tetto al prezzo del petrolio russo, di sostenere il settore energetico di Mosca o di trasportare materiale militare e grano sottratto all’Ucraina. Già nei mesi scorsi la Russia aveva duramente contestato la possibilità che unità militari europee fermassero o ispezionassero le imbarcazioni sospettate di far parte di questa rete. Adesso è Putin in persona ad alzare il livello dello scontro, mettendo sul tavolo la possibilità di una risposta russa contro il traffico commerciale dei Paesi occidentali.
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