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il ricordo

Dieci anni fa il devastante terremoto di Amatrice, morirono 299 persone

Alle 3:36 la scossa di magnitudo 6.0

Pubblicato il: 24/08/2026 – 9:13
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Amatrice ha ricordato questa notte alle 3.36 con una fiaccolata silenziosa le vittime del terremoto. All’ora del terremoto di dieci anni fa nel borgo della provincia di Rieti sono risuonati i 239 rintocchi di campana, uno per ogni vittima di quella notte. «Non dimenticheremo mai la notte del 24 agosto 2016. Alle 3.36 la prima, terribile, scossa della drammatica sequenza sismica che per mesi ha sconvolto il Centro Italia, distruggendo interi borghi e colpendo un pezzo vastissimo del nostro territorio nazionale. Oggi rendiamo omaggio alla memoria delle 299 vittime del terremoto e torniamo a stringerci ai loro cari, in questa giornata di ricordo e commemorazione». Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sui social. «In questi dieci anni sono state tante le difficoltà. Troppi rinvii e false partenze hanno impedito che la ricostruzione potesse procedere rapidamente. Il Governo ha raccolto questa responsabilità e ha lavorato, con costanza e determinazione, affinché potesse concretizzarsi un deciso cambio di passo. I dati – aggiunge la premier, che nel pomeriggio sarà ad Amatrice – testimoniano che la direzione è cambiata, sia per quanto riguarda i contributi concessi e già liquidati per la ricostruzione privata, sia per quello che concerne la ripresa degli investimenti per la ricostruzione pubblica, per troppo tempo rimasta bloccata».

«Vincere la sfida della rinascita dell’Appenino centrale»

«In questo cammino sono tornati a splendere anche alcuni dei simboli più significativi e identitari del territorio. Come la Basilica di San Benedetto a Norcia, quasi completamente distrutta dalla scossa del 30 ottobre 2016. Altrettanto incessante – prosegue Meloni – l’impegno per sostenere la ripresa economica e sociale, essenziale per garantire che i borghi e le città colpiti dal terremoto possano continuare ad essere vivi e vitali. Molto è stato fatto, ma altrettanto resta da fare. E, per questo, non abbiamo intenzione di fermarci. Dando ancor più forza e continuità a quel grande lavoro di squadra che, in questi anni, ha visto protagonisti tutti i livelli istituzionali nazionali e locali, insieme al tessuto economico, sociale e produttivo e ha permesso di raggiungere risultati inizialmente impensabili. L’obiettivo – conclude – rimane comune e condiviso: vincere la sfida della rinascita dell’Appennino centrale».

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