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il riconoscimento

Premio Zagari, Massimo Martino tra le eccellenze della medicina italiana

Il 27 agosto al Castello Ruffo di Scilla la XII ediz del Premio, tra i premiati anche il medico reggino, ai vertici della trapiantologia italiana

Pubblicato il: 24/08/2026 – 9:56
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Sarà il Castello Ruffo di Scilla a ospitare, il prossimo 27 agosto, la XII edizione del Premio per la Medicina “Prof. Dott. Giuseppe Zagari”, riconoscimento dedicato alle personalità che si sono distinte per autorevolezza scientifica, impegno professionale e contributo al progresso della medicina.
Tra i protagonisti dell’edizione 2026 figura il Dott. Massimo Martino, una delle più autorevoli espressioni dell’ematologia e della trapiantologia calabrese e italiana.
Alla guida dell’Unità Operativa Complessa di Ematologia e Trapianto di Cellule Staminali e Terapie Cellulari del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, Martino rappresenta un esempio concreto di eccellenza sanitaria costruita e consolidata sul territorio. Un percorso professionale e scientifico maturato in un settore ad altissima specializzazione, nel quale le competenze e i centri di riferimento sono spesso concentrati nelle grandi realtà sanitarie del Centro-Nord.

Il Premio rende omaggio anche a Butera e Nisticò

La sua attività, tuttavia, va ben oltre i confini della Calabria. In qualità di presidente del Gruppo Italiano Trapianto di Midollo Osseo (GITMO), Martino è oggi alla guida della principale società scientifica italiana di riferimento per il settore dei trapianti di cellule staminali emopoietiche, contribuendo a portare Reggio Calabria e l’intera Calabria al centro del panorama ematologico nazionale.
Accanto a Martino, il Premio Zagari rende omaggio ad altre due personalità di assoluto rilievo nel panorama medico italiano.
Il Prof. Dott. Gianfranco Butera, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Cardiologia Interventistica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, è tra i principali riferimenti italiani nel campo della cardiologia interventistica pediatrica. La sua attività è rivolta al trattamento, attraverso tecniche mininvasive, di cardiopatie congenite anche complesse, con procedure che in numerosi casi consentono di evitare interventi chirurgici a cuore aperto. Il suo percorso presso uno dei più importanti centri pediatrici europei lo colloca ai vertici della ricerca e dell’innovazione clinica applicate alla cardiologia infantile.
Il Prof. Dott. Robert Nisticò, professore ordinario di Farmacologia all’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e Presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), rappresenta invece una figura di primo piano nel campo della farmacologia e della governance sanitaria. Il suo incarico alla guida dell’autorità nazionale competente in materia di farmaci lo pone al crocevia tra ricerca scientifica, tutela della salute pubblica, regolamentazione e accesso alle terapie, con decisioni destinate ad avere un impatto diretto sulla salute dei cittadini.

Un’eccellenza calabrese

Tre percorsi professionali diversi – trapiantologia, cardiologia interventistica pediatrica e farmacologia e governance del farmaco – accomunati da un elemento fondamentale: una solida formazione scientifica, una riconosciuta autorevolezza professionale e un’attività capace di produrre un impatto che supera i confini regionali e nazionali.
A garantire l’autorevolezza scientifica della selezione è la Commissione Giudicatrice, presieduta dal Prof. Dott. Francesco Saverio Ambrosi Impiombato, già Preside della Facoltà di Medicina dell’Università di Udine. La sua presidenza contribuisce ad assicurare che il riconoscimento sia il risultato di una valutazione rigorosa dei percorsi scientifici e professionali dei candidati, nel pieno rispetto dello spirito del Premio.
Un’impostazione coerente con la figura alla quale il riconoscimento è dedicato: Giuseppe Zagari (1863-1946), medico e scienziato che fece della ricerca, del rigore e della dedizione alla medicina i principi fondamentali della propria attività.
La XII edizione del Premio Zagari si propone così di celebrare non soltanto singole carriere di eccellenza, ma anche una visione della medicina fondata sulla competenza, sulla ricerca, sull’innovazione e sul servizio alla comunità. E, attraverso la figura di Massimo Martino, di valorizzare un’eccellenza calabrese capace di affermarsi ai massimi livelli della medicina italiana senza recidere il legame con il proprio territorio.

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