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lotta alle cosche

‘Ndrangheta, estradato in Italia il narcotrafficante albanese Smajlaj Fisnik – VIDEO

L’uomo è stato condannato dalla Corte d’Appello di Catanzaro a 27 anni e 6 mesi di reclusione. Si era anche alterato le impronte digitali

Pubblicato il: 26/08/2026 – 7:16
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LAMEZIA TERME È stato estradato ed è rientrato in Italia, scortato dal personale dell’Unità I-CAN (Interpol Cooperation Against ’Ndrangheta) del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, Smajlaj Fisnik, cittadino albanese destinatario di un mandato di arresto europeo emesso a seguito di un provvedimento di custodia cautelare in carcere ottenuto dalla Procura della Repubblica di Catanzaro. L’uomo è accusato di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti ed è coinvolto nell’inchiesta denominata “Gentleman II”. Nell’ambito del procedimento, il 2 maggio 2023 il Gip del Tribunale di Catanzaro aveva disposto la custodia cautelare nei confronti di 25 persone: 19 in carcere, quattro agli arresti domiciliari e due sottoposte all’obbligo di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria. Disposto anche il sequestro preventivo dei beni intestati agli indagati o comunque a loro riconducibili, per un valore complessivo di circa 3,8 milioni di euro. Il provvedimento, emesso su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, è arrivato al termine di una complessa attività investigativa condotta dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria e dal Gico di Catanzaro, in collaborazione con il Servizio centrale investigazione criminalità organizzata (Scico) della Guardia di finanza. A partire dal 2020, alle indagini ha preso parte anche una Squadra investigativa comune (Sic) costituita con le forze di polizia tedesche e belghe, rispettivamente il Polizeipräsidium di Francoforte sul Meno e la Polizia giudiziaria federale di Liegi. L’attività ha visto inoltre il supporto della Direzione centrale per i servizi antidroga (Dcsa) e di Europol, con il coordinamento delle rispettive autorità giudiziarie e di Eurojust, l’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale, attraverso i membri italiano, tedesco e belga.

Le indagini

Le indagini avevano consentito di delineare un quadro di gravi indizi a carico di un’associazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti, con una base operativa nella provincia di Cosenza, in particolare tra Cassano allo Ionio, Corigliano Calabro e la Sibaritide. L’organizzazione avrebbe avuto ramificazioni anche in Germania e sarebbe stata coinvolta nell’importazione di ingenti quantitativi di cocaina, eroina e hashish. Secondo quanto emerso dall’inchiesta, Smajlaj Fisnik era stato individuato come fornitore di eroina per oltre 30 chilogrammi in favore della cosca Abbruzzese di Cassano allo Ionio. Nei suoi confronti erano state contestate le violazioni degli articoli 73 e 74 del Dpr 309/90. Al momento dell’esecuzione del provvedimento restrittivo, però, l’uomo era risultato irreperibile. Da qui l’attivazione delle procedure per estendere le ricerche anche a livello internazionale. Nel corso delle investigazioni e della successiva procedura estradizionale è inoltre emerso che, nel tentativo di eludere i sistemi di identificazione, Smajlaj si sarebbe sottoposto nel 2021 a un intervento chirurgico finalizzato ad alterare e invertire le impronte digitali. Il suo nome era già comparso, a partire dai primi anni Duemila, in precedenti indagini di polizia giudiziaria che avevano delineato la figura di un broker di sostanze stupefacenti al servizio di organizzazioni criminali siciliane e calabresi. Nel 2006 era stato arrestato per reati dello stesso tipo e nel 2008 era stato espulso dal territorio nazionale, continuando tuttavia, secondo gli investigatori, a gestire dall’estero le consegne di droga. Smajlaj era inoltre comparso in altri procedimenti della Procura distrettuale di Catanzaro, denominati “Skoder” e “Gentleman”. In quelle inchieste era stato individuato come broker della droga, rispettivamente, della famiglia Magliari, appartenente alla “locale” di Altomonte, nel Cosentino, e del clan Abbruzzese di Cassano allo Ionio. Per i diversi fatti contestati, Smajlaj è stato condannato in via definitiva. Il 12 gennaio 2023 la Corte d’Appello di Catanzaro ha emesso nei suoi confronti un provvedimento di esecuzione di pene concorrenti, determinando una pena complessiva di 27 anni e 6 mesi di reclusione. Il rientro in Italia segna quindi la conclusione della latitanza del ricercato, che dovrà ora scontare le conseguenze dei provvedimenti giudiziari emessi nei suoi confronti. (redazione@corrierecal.it)

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