Calabria teatro di guerra (politica). Tra centrodestra e vannacciani il fronte è sempre più infuocato
Polemiche a non finire, scontro totale anche tra Lega e Furgiuele. Mentre a Crotone Voce “resiste” al pressing anti-Futuro nazionale
LAMEZIA TERME La Calabria sempre più laboratorio politico nazionale. Come già evidenziato, la nostra regione è diventata il terreno di scontro tra il centrodestra e Futuro nazionale di Roberto Vannacci, ancora di più alla luce dello “strappo” del generale, che ha deciso di candidare alle Suppletive di Reggio l’ormai ex capogruppo di Fi Domenico Giannetta scatenando l’ira funesta della coalizione di governo e soprattutto di Forza Italia e del governatore Roberto Occhiuto. Il primo effetto è stato il terremoto” al Comune di Lamezia Terme, con il sindaco Mario Murone che ha revocato l’assessore in quota Vannacci, Donatella Amicarelli, mentre invece a Crotone il sindaco Vincenzo Voce sta “resistendo” alle pressioni e alle sollecitazioni di tenere fuori dalla sua maggioranza gli esponenti di Futuro nazionale. Il dato di fondo è comunque una tensione che non si attenua, tutt’altro: basti vedere gli attacchi di Forza Italia al generale e al suo partito, con tanto di replica di Vannacci e dei vannacciani. Tiene banco poi il “duello” rusticano tra la Lega e Domenico Furgiuele, ex Carroccio ora coordinatore regionale di Fn. Prima un botta e risposta tra la senatrice leghista Tilde Minasi e Furgiuele, ora un altro fronte polemico tra il presidente della Provincia di Catanzaro, Amedeo Mormile, della Lega (è vicinissimo al vicepresidente della Regione, Filippo Mancuso) e lo stesso Furgiuele.
Mormile all’attacco
«Ad esser sensati ci sarebbe da considerare che il tempo degli amministratori locali, poiché destinato ai concittadini, è quanto mai un bene prezioso da non sprecare in scadenti diatribe con Furgiuele»: esordisce così Mormile. «E questa – aggiunge – sarebbe la prima ragionevole reazione che mi provocano le argomentazioni utilizzate da Furgiuele nel suo vano tentativo di difendere l’indifendibile. Ma per essere ancor più espliciti rispetto al precedente comunicato, Furgiuele è diventato onorevole solo e soltanto grazie a Matteo Salvini ed ai voti della Lega, ed avendo fiutato che non sarebbe stato più un candidato blindato nel partito che gli ha garantito la poltrona per tanti anni ha pensato bene di cambiare casacca e di aderire a Futuro Nazionale. Nella rigenerata speranza che un simbolo possa sopperire il fatto che non ha mai potuto contare su grandi consensi personali. Sì, esattamente, il più vecchio modo di fare politica, l’onorevole Furgiuele lo ha sfruttato alla perfezione. Per quanto riguarda la Provincia di Catanzaro, mentre l’onorevole Furgiuele pubblicava foto in palestra o di grandi mangiate e spadellate domenicali, noi negli ultimi quattro anni in sinergia con la vera coalizione di centrodestra, ci siamo impegnati per evitare il collasso dell’Ente e, soprattutto, per garantire e migliorare i servizi ai cittadini e per realizzare incompiute attese da decenni (come avrà il buon cuore di vedere anche nei prossimi giorni). E, in ogni caso – prosegue Mormile – si dia pace perché il mio eventuale futuro lo deciderà la vera coalizione di centrodestra e poi i Sindaci e gli Amministratori, non certo qualche transfuga. Mentre, se l’onorevole Furgiuele avesse il piacere di dimostrare, numeri alla mano, cosa ha portato alla Calabria ed al suo territorio nella postazione privilegiata di parlamentare della Repubblica per ben 10 anni gli saremo enormemente grati. Purtroppo, non frequentando via Condotti o i salotti romani ma essendo un sindaco di un piccolo paese e un presidente che rappresenta ben ottanta municipalità e che ha a che fare quotidianamente con le istanze dei cittadini, i conti li so fare e posso confermare che l’apporto al territorio di Furgiuele è stato spesso impalpabile, se non pari a zero. Per fortuna, quando la Lega Calabria non è stata più dipendente dalle sole scadenti performance elettorali del nostro onorevole transfuga, ha perseguito risultati mai raggiunti prima proprio a Catanzaro e in Provincia e proprio grazie a quella classe dirigente e quei militanti che Furgiuele non ha mai digerito. Si tratta di numeri e di storia recente. E, d’altronde, potrebbe chiederne conto anche a chi gli è stato vicino fino a poco tempo fa, visto che molte postazioni regionali sono state garantite esattamente grazie alle capacità di quella classe dirigente che l’onorevole Furgiuele adesso rinnega. Resta un fatto semplice, semplice. Futuro Nazionale è, ad oggi, fuori dal centrodestra e, quindi, tifa per la sinistra. Questo significa che l’onorevole Furgiuele vuole portare al governo Schlein, Conte e Fratoianni. Lo dica chiaramente al suo sparuto elettorato. Furgiuele è un imboscato del campo largo, ma ancora non lo sa».
Furgiuele replica
«Amedeo Mormile continua a parlare e, più parla, più rende evidenti le ragioni per le quali abbiamo deciso di lasciare una Lega ridotta da lui e dai suoi sodali a strumento di conservazione di piccoli sistemi di potere»: è questa la replica di Firgiuele, che aggiunge. «Partiamo da un dato, Mormile è un presidente di Provincia eletto con un’elezione di secondo livello, cioè attraverso il voto di sindaci e consiglieri comunali. Prima di impartire lezioni sul consenso popolare a chi si è misurato ripetutamente con gli elettori, abbia almeno la prudenza di ricordare come è arrivato sulla poltrona dalla quale oggi pontifica. Quanto al lavoro, accetto volentieri il confronto. Io un mestiere l’ho sempre avuto e ho sempre lavorato anche fuori dalla politica. Mormile, invece di occuparsi della mia palestra o di cosa mangio la domenica, potrebbe spiegare ai calabresi il proprio percorso professionale e gli incarichi ricoperti nelle strutture della politica regionale. Poi ciascuno potrà giudicare chi abbia avuto bisogno della politica per vivere e chi, invece, una professione ce l’avesse già. Mi chiede poi cosa abbia portato al territorio in questi anni da parlamentare. È una domanda che dimostra quanto poco conosca persino il territorio che pretende di rappresentare. Lo chieda al Tribunale di Lamezia Terme, destinatario di importanti finanziamenti per interventi sull’edificio giudiziario. Lo chieda alle Stazioni dei Carabinieri di Sambiase e Lamezia Terme Scalo, per le quali sono state destinate risorse per ristrutturazione, efficientamento energetico e manutenzione. Lo chieda a chi ha beneficiato degli interventi destinati al patrimonio ecclesiastico e monumentale della città. E soprattutto lo chieda al sindaco Mario Murone, scelto per Lamezia proprio dal sistema politico catanzarese tanto caro a Mormile: sul PINQuA è stato lo stesso sindaco a riconoscere pubblicamente il mio interessamento presso il Ministero delle Infrastrutture per salvaguardare finanziamenti fondamentali per la città. Questi non sono slogan. Sono atti, cifre e finanziamenti verificabili. Mormile vuole parlare anche di voti. Facciamolo. Quando altri si guardavano bene dal mettere il proprio simbolo alla prova delle urne, io ho costruito liste, raccolto consenso e formato classe dirigente. A Lamezia la lista della Lega ha raccolto circa 3.000 voti, eleggendo tre consiglieri comunali ed esprimendo un assessore. Ho contribuito per due volte all’elezione di rappresentanti in Consiglio provinciale e ho costruito sul territorio quel partito che Mormile ha trovato già apparecchiato e che oggi pretende di raccontare come una propria conquista. La differenza tra noi è tutta qui, io la Lega in Calabria ho contribuito a costruirla quando era difficile farlo; lui è arrivato quando c’erano già posti da occupare e potere da amministrare. E adesso – osserva il coordinatore regionale di Fn – tenta persino di spiegarmi che Futuro Nazionale sarebbe alleato del campo largo. È la solita, disperata operazione di chi non riesce più a distinguere il centrodestra da un sistema di potere. Noi non siamo passati a sinistra. Siamo andati più a destra. Abbiamo lasciato una Lega che Mormile, i suoi sodali catanzaresi, Durigon e Salvini hanno progressivamente trasformato rispetto al partito militante nel quale avevamo creduto e per il quale avevamo combattuto. Abbiamo lasciato soprattutto un metodo: quello delle decisioni calate dall’alto, delle spartizioni territoriali e di una Calabria nella quale qualcuno pretende che Catanzaro decida anche ciò che deve accadere a Lamezia. Persino la vicenda Murone è emblematica, una scelta imposta politicamente da fuori e subita da una parte della comunità politica lametina. Noi abbiamo provato lealmente a far funzionare quell’esperienza amministrativa, mettendoci uomini, voti, programma e responsabilità. Poi abbiamo capito che quel metodo non ci apparteneva più. Mormile continui pure su questa strada. Anzi, mi auguro che lui e i suoi sodali continuino a governare la Lega calabrese esattamente così. Ogni loro arroganza porta persone a Futuro Nazionale. Ogni loro operazione di palazzo rende più evidente la necessità di un’alternativa. Ogni loro attacco ci fa crescere. Noi – conclude Furgiuele – abbiamo scelto di combattere contro questo centrodestra del potere per il potere per costruire un centrodestra diverso, identitario, popolare e libero dalle rendite di posizione. E presto saranno i calabresi, con elezioni vere e con una scheda in mano, a stabilire chi rappresenta qualcosa e chi rappresenta soltanto un sistema. Al presidente di secondo livello consiglio quindi meno lezioni sui voti e un po’ più di prudenza: prima o poi arrivano anche le elezioni di primo livello. E lì non votano i palazzi. Votano i cittadini».
L’intervento di Nesci
A intervenire sull’attualità politica è anche l’europarlamentare di Fratelli d’Italia Denis Nesci, secondo il quale «Futuro Nazionale ha ormai gettato la maschera. Dice di voler cambiare il centrodestra, ma nei fatti concentra sistematicamente i propri attacchi contro Giorgia Meloni, contro il Governo, contro Fratelli d’Italia e contro gli esponenti della coalizione. E adesso ha scelto proprio la Calabria e le elezioni suppletive di Reggio per trasformare questa opposizione in una sfida elettorale diretta al centrodestra. Le ultime parole di Vannacci contro il sindaco di Reggio Calabria Francesco Cannizzaro, al quale arriva persino a dire di “fare pace col cervello”, sono indicative di un modo di intendere il confronto politico che non ci appartiene. Ma il problema vero non è il tono. È la sostanza. Non si può continuare a dichiararsi parte della destra e contemporaneamente lavorare per indebolire il Governo di centrodestra. Non si può sostenere di voler rappresentare un’alternativa interna alla nostra area politica e poi votare contro la fiducia al Governo Meloni, attaccarne quotidianamente l’azione e utilizzare contro Fratelli d’Italia gli stessi argomenti delle opposizioni. Chi vota contro la fiducia al Governo Meloni non sta cercando di migliorare il centrodestra: sta votando per mandarlo a casa. È una scelta politica legittima, ma bisogna avere almeno il coraggio e la coerenza di chiamarla con il suo nome: opposizione». Per Nesci «le elezioni suppletive di Reggio Calabria eliminano qualsiasi possibile ambiguità. Futuro Nazionale avrebbe potuto scegliere di misurare la propria forza contro la sinistra. Ha scelto invece di candidarsi contro il centrodestra, contro la coalizione che governa l’Italia con Giorgia Meloni e che in Calabria ha ricevuto una forte investitura dagli elettori». (c. a.)
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