Jonadi, il borgo calabrese che non si spopola e non invecchia. «Dal taxi sociale all’Erasmus, così le famiglie scelgono di restare»
In una terra martoriata dallo spopolamento c’è un Comune che raddoppia gli abitanti ed è tra i più giovani d’Italia per età media. La “ricetta” del sindaco Fabio Signoretta: «Politiche sociali mirate…
JONADI In Calabria, terra martoriata dallo spopolamento e dall’invecchiamento, c’è un comune che sembra aver voltato le spalle alle statistiche. È Jonadi, borgo del Vibonese al confine sud con il capoluogo, che invece di svuotarsi si riempie, invece di invecchiare resta giovane. E raddoppia addirittura la popolazione: se nel 2002 si contavano 2735 abitanti, nel 2025 si sfiora la soglia dei 5 mila abitanti con l’ambizione di diventare uno dei comuni più popolosi della provincia. Un dato in controtendenza che si accompagna ad un altro forse ancora più sorprendente: quello relativo all’età media, di poco sotto i 40 anni, attestandosi tra i Comuni più giovani d’Italia. Una prova ne è lo stesso sindaco del Comune: Fabio Signoretta, che a soli 30 anni si appresta a concludere il suo mandato da primo cittadino tra progetti innovativi e campagne diffuse a livello nazionale.

La scelta di restare in Calabria e diventare sindaco
Il suo impegno politico nasce dalla volontà di restare in Calabria. Prima diventa rappresentante degli studenti, poi nel 2015 a soli 19 anni entra nel Consiglio comunale tra le fila della minoranza. Passano pochi anni e nel 2022 viene eletto sindaco a soli 26 anni, diventando il primo cittadino più giovane della Calabria. «Impegnarmi per questa terra è la mia missione principale, offro il mio servizio alla comunità con grande entusiasmo, passione, ma anche con grande responsabilità» racconta Signoretta al Corriere della Calabria. Nonostante i numeri parlino di Comune virtuoso, per il sindaco «bisogna partire sempre dal lavoro che c’è da fare. E ancora – aggiunge – c’è tanto lavoro da fare». Ma i dati positivi non possono che fare piacere: «Jonadi – continua – oggi è il quarto comune più giovane d’Italia per età media e continua a crescere sotto il profilo demografico con l’arrivo di nuovi residenti».
Contro lo spopolamento «politiche sociali mirate»
Un aumento di residenti dovuto, inizialmente, a motivi urbanistici, come racconta il primo cittadino e come emerso da sondaggi effettuati tra chi ha scelto Jonadi come nuova casa. Ma che poi si è assestato grazie «a politiche sociali mirate a favore della famiglia». Tra queste, il bonus per l’asilo nido e la scelta, in via sperimentale, di mantenerlo aperto e completamente gratuito anche ad agosto. Un servizio «sostenuto dal comune, così come abbiamo garantito la scuola di calcio gratuita per i ragazzi». In tempi di carenza dell’acqua, il sindaco ha deciso di proporre anche il bonus idrico, arrivato al terzo anno consecutivo e che prevede un «rimborso totale del canone idrico per le famiglie con Isee fino a 20 mila euro. Queste – chiosa Signoretta – sono tutte misure che aiutano le famiglie a scegliere di abitare a Jonadi».
Il centro storico e Jonadi Borgo Erasmus
Il paradosso di Jonadi ha attirato l’attenzione di molti altri comuni calabresi, che oggi guardano al piccolo borgo come a un caso di studio per invertire la rotta dello spopolamento. Signoretta spiega di essere contro misure straordinarie come, ad esempio, le famose case ad un euro, per lo meno nel caso del suo borgo: «Io penso che ogni territorio abbia delle caratteristiche particolari. Jonadi non ha una vocazione prettamente turistica, per questo ho sempre pensato che il nostro Comune dovesse svilupparsi in una parte residenziale e commerciale, come Vena di Jonadi, che consentisse di accogliere nuovi nuclei familiari». C’è però un pezzo di paese che resiste a questa espansione: il centro storico, i vicoli stretti e le case più vecchie, che rischiano di restare vuoti. «Per questo abbiamo pensato a misure specifiche di medio e lungo periodo». E tra queste, la più originale è forse Jonadi borgo Erasmus, un progetto che nei mesi scorsi ha portato tra quei vicoli studentesse e studenti arrivati da tutta Europa. «I prossimi arriveranno a metà settembre, insieme ad amministratori che verranno ad abitare e visitare il borgo da Cipro e dalla Spagna. In quei giorni il centro storico si riempirà di attività perché l’obiettivo è anche quello di attivare le comunità intorno e consentirle di crescere culturalmente».

“Torno giù”, l’agorà per ascoltare i giovani
Ma i numeri, per quanto incoraggianti, non raccontano tutta la storia. Perché in Calabria trattenere i giovani resta la battaglia più difficile. Ogni anno il Comune di Jonadi è promotore di un incontro, dedicato proprio a chi resta, ma anche a chi “sceglie” di partire. Due visioni a confronto nel format di “Torno giù, l’agorà di chi ritorna”, quest’anno arrivato alla sua quinta edizione. «Per una volta la politica e le istituzioni stanno dall’altra parte, tra il pubblico, ad ascoltare le storie dei giovani. A volte in Calabria siamo ipocriti perché non ascoltiamo il loro grido di dolore» spiega Signoretta, promotore, tra le altre cose, della Campagna nazionale di +Europa per consentire il voto ai 16enni.
Il “taxi sociale” a Jonadi
Ma un paese non può guardare solo ai giovani e il sindaco ne è consapevole: così accanto a politiche sociali a favore dei ragazzi e delle famiglie, l’amministrazione ha adottato negli anni anche iniziative per i più anziani. A Jonadi il taxi sociale esiste già da prima che Occhiuto decidesse di proporre un’idea simile a livello regionale: «Sono contento che l’idea si sia estesa, quindi un plauso va sicuramente alla Giunta regionale. Noi l’abbiamo fatto nell’ambito di “Natale luci spente”, cioè abbiamo deciso simbolicamente di fare un Natale senza luminarie, ma dedicando quelle risorse per fare politiche sociali importanti come il pranzo o, appunto, il trasporto sociale attivo per tutto il 2026 gratuitamente per gli over 79».
La prossima sfida: il riordino urbanistico
Ma se un borgo cresce troppo in fretta, il rischio è un’espansione disordinata e in preda alla speculazione. Per questo alla domanda su quale sfida imminente il Comune deve affrontare, il sindaco risponde in modo netto: «Sicuramente il riordino urbanistico. Credo che il nostro territorio sia stato impropriamente utilizzato sotto alcuni aspetti, tra cui quello edilizio urbanistico. Ci sono moltissime zone in cui ancora mancano i servizi essenziali, strade, marciapiedi, pubbliche illuminazioni e questo sicuramente è qualcosa che noi dobbiamo andare ad affrontare». Un passo è già stato fatto, con il nuovo piano strutturale comunale che, garantisce Signoretta, «verrà approvato nelle prossime settimane. Ma, sicuramente, c’è ancora tanto da lavorare». (m.russo@corrierecal.it)
Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato
