Inchiesta “Aquarium”, la Cassazione annulla la misura per Domenico Fusca
Accolto il ricorso degli avvocati Rotundo e Massara. Disposta la scarcerazione, ma l’indagato resta detenuto nell’ambito del procedimento “Habanero”
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio l’ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta nei confronti di Domenico Fusca nell’ambito dell’inchiesta “Aquarium”, coordinata dalla Dda di Catanzaro.
La decisione è arrivata nella serata di oggi e comporta, per questo procedimento, la cessazione della misura cautelare e l’immediata scarcerazione. Fusca, tuttavia, non lascerà il carcere, dal momento che risulta detenuto anche nell’ambito del procedimento “Habanero”, tuttora in corso.
La Suprema Corte ha accolto il ricorso presentato dagli avvocati Sergio Rotundo e Alice Massara, che avevano impugnato il provvedimento del Tribunale del Riesame di Catanzaro con il quale era stata confermata integralmente l’ordinanza cautelare emessa dal gip distrettuale.
Nell’ambito di “Aquarium”, a Fusca viene contestata, secondo l’impostazione accusatoria, la partecipazione all’associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, oltre a due episodi di detenzione di ingenti quantitativi di droga aggravati dalla finalità di agevolazione mafiosa. Secondo la ricostruzione della Procura, Fusca avrebbe avuto contatti diretti con Angelo Maiolo, indicato dagli inquirenti come promotore dell’associazione. Nella più recente ricostruzione della Dda, Fusca figura tra i soggetti ritenuti di fiducia di Maiolo e ai quali vengono attribuiti compiti nell’organizzazione degli acquisti, dei trasporti, delle cessioni e nella custodia dello stupefacente.
L’inchiesta “Aquarium”, scattata lo scorso marzo, è considerata dagli investigatori una sorta di prosecuzione del filone “Habanero” e riguarda una presunta rete di narcotraffico che avrebbe avuto il proprio «centro decisionale» tra Acquaro, Dasà e Arena, con ramificazioni in diverse regioni italiane. La Dda descrive l’organizzazione come strettamente collegata agli interessi della cosca Maiolo.
Proprio il procedimento “Habanero” impedisce al momento l’effettiva scarcerazione di Fusca. Nel processo con rito abbreviato nato da quella precedente inchiesta, la Dda aveva chiesto nei suoi confronti una condanna a 15 anni di reclusione. (Gi.Cu.)
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