Inchiesta “Teorema” a Crotone, niente riti alternativi: giudizio immediato per Fabio Manica
La giudice Elisa Marchetto ha rigettato anche l’istanza di patteggiamento dell’imprenditore Giacoo Combariati
CROTONE Niente rito abbreviato, ma sarà giudizio immediato per Fabio Manica, l’ex vicepresidente della Provincia di Crotone coinvolto nell’inchiesta “Teorema”. Lo ha stabilito la gup di Crotone Elisa Marchetto, nell’ambito del procedimento scaturito dall’operazione della Guardia di finanza su un presunto sistema di corruzione per pilotare gli appalti pubblici nell’ente crotonese. La giudice, riporta l’Ansa, ha stabilito, inoltre, il giudizio immediato per l’imprenditore Giacomo Combariati, rigettando l’istanza di patteggiamento a 2 anni e 11 mesi.
L’inchiesta
L’inchiesta ruota attorno alla figura di Fabio Manica, l’ex vicepresidente della Provincia che sarebbe stato, secondo l’accusa, il “dominus” di un’associazione a delinquere in grado di assegnare lavori, tramite illeciti frazionamenti, a ditte e professionisti amici. Il meccanismo si sarebbe basato, secondo gli inquirenti, su una “tangente circolare”, con i professionisti che restituivano parte dei fondi incassati alla Sinergyplus, società di Combariati, considerato il braccio destro del politico. I soldi venivano poi prelevati materialmente da Manica tramite un bancomat intestato allo stesso Combariati. L’inchiesta era culminata nel mese di aprile con un blitz che ha portato al sequestro di beni per circa 400mila euro. L’indagine ha coinvolto complessivamente 19 persone. Il giudizio immediato era stato chiesto dalla Procura per Manica e Combariati. (redazione@corrierecal.it)
