Colosimo: «Dal nonno di Denise racconto falso e deviato sulla nipote»
«Intervista indecente, serve più rispetto»
«Quello che è emerso in queste ore è francamente indecente. E che dà spazio a un racconto deviato e falso. E’ quanto di più oltraggioso possa accadere alla memoria di una testimone di giustizia, cioè di una persona che non è mai stata nella criminalità organizzata e che ha avuto il coraggio di testimoniare contro il proprio e che oggi viene utilizzata per cercare di dire ‘noi la potevamo salvare‘. Voi che avete sciolto la madre nell’acido? Ricordo ai colleghi della stampa che serve un po’ più di accortezza nelle interviste che si fanno. Ci vuole un po’ più di rispetto delle persone che si incontrano. La sua è una storia terribile». E’ la denuncia della Presidente della Commissione nazionale antimafia Chiara Colosimo, intervenuta in video all’incontro ‘Raccontami, Storie di donne fra mafia e antimafia’, organizzato dalla Corte d’appello e della Procura generale di Palermo al Palazzo di giustizia. Ieri in una intervista il nonno di Denise Cosco, la figlia 33 di Lea Garofalo, la testimone di giustizia uccisa, ha detto: «Denise era sola, si chiamava ‘Chiara Rossi’ e non voleva più stare nel programma protezione». La madre di Denise, Lea Garofalo, fu rapita a Milano il 24 novembre 2009 e poi uccisa e bruciata dall’ex compagno Carlo Cosco (padre di Denise) e dal suo clan della ‘ndrangheta. Per quel delitto, Carlo Cosco e i responsabili sono stati condannati in via definitiva dalla Cassazione il 18 dicembre 2014La figlia di Lea Garofalo si è suicidata il 9 settembre a Roma. La versione del nonno, padre di Carlo condannato per aver ucciso la moglie testimone di giustizia: «È stata in vacanza da noi a Petilia Policastro due anni fa, era felice».
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