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Lamezia, scontro tra Murone e Futuro Nazionale. Poi la maggioranza sparisce dall’Aula

Dal botta e risposta tra il sindaco e Cristiano alla mancanza del numero legale sui debiti fuori bilancio. Appuntamento a lunedì

Pubblicato il: 10/10/2026 – 7:54
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LAMEZIA TERME Una giornata cominciata con uno scontro politico e finita con tredici sedie vuote tra i banchi della maggioranza. In mezzo, accuse reciproche, contestazioni sulle procedure, votazioni e una seduta del Consiglio comunale interrotta proprio quando l’assemblea avrebbe dovuto affrontare quattro debiti fuori bilancio. Quella di ieri venerdì 9 ottobre è stata una giornata particolarmente movimentata per la politica lametina, che ha riportato al centro del dibattito la tenuta dell’amministrazione guidata dal sindaco Mario Murone. Una sequenza di episodi che, presi singolarmente, potrebbero essere ricondotti alla normale dialettica consiliare, ma che letti insieme restituiscono l’immagine di un quadro politico ancora attraversato da tensioni. Sullo sfondo, la rottura ormai consumata con Futuro Nazionale e gli interrogativi sui rapporti tra le diverse componenti del centrodestra.

Murone e Cristiano, lo scontro in Consiglio

Il primo confronto politico si è consumato durante le comunicazioni del sindaco. Murone ha ripercorso la revoca dell’incarico assessorile a Donatella Amicarelli, espressione di Futuro Nazionale, e la successiva riorganizzazione della Giunta, con la nomina di Rachele Gatto e il riordino delle deleghe. Una ricostruzione che ha provocato la reazione di Massimo Cristiano, capogruppo del movimento che fa riferimento a Roberto Vannacci e che a Lamezia ha nel deputato Domenico Furgiuele il suo principale riferimento politico. Cristiano ha contestato la decisione del sindaco, definendola una scelta sbagliata e unilaterale, tornando sulle ragioni della rottura politica maturata durante l’estate. La replica di Murone è stata altrettanto netta: «Io non ho mai ceduto a ricatti e mai cederò. Io ho sempre tenuto la barra dritta. Le attività di questa amministrazione e del sindaco non saranno mai condizionate».

Le tredici assenze e lo stop ai lavori

Ma il passaggio politicamente più significativo è arrivato nel primo pomeriggio. Conclusa la discussione sul regolamento, il Consiglio avrebbe dovuto procedere all’esame di quattro debiti fuori bilancio. Dopo una lunga pausa, alle 14:23 è stata effettuata la verifica del numero legale. Il risultato: 12 consiglieri presenti e 13 assenti, questi ultimi tutti riconducibili alla maggioranza. Una situazione che ha impedito la prosecuzione dei lavori. La presidente Maria Grandinetti ha preso atto della mancanza del numero legale, disponendo la sospensione della seduta. Ne è scaturito un ulteriore confronto con l’opposizione sull’interpretazione del regolamento e sulle modalità di prosecuzione dei lavori. Dopo l’intervento della segretaria comunale, è prevalsa la soluzione del rinvio alla seconda convocazione già fissata per lunedì 12 ottobre. Restano dunque da affrontare i quattro debiti fuori bilancio e gli altri punti all’ordine del giorno, comprese mozioni e interrogazioni. Sul piano politico, la vicenda pone inevitabilmente degli interrogativi. (Gi.Cu.)

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