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Uscita dell’Italia dalla rete ENOC, Caligiuri: «I diritti dei minori non sono un fortino ideologico»

La segretaria del Circolo Pd Cosenza: «L’Italia rientri subito nella rete europea e anche la Calabria faccia sentire la sua voce»

Pubblicato il: 12/10/2026 – 17:35
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​COSENZA «La decisione dell’Autorità Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza di abbandonare l’ENOC, la Rete europea dei Garanti per i minori, rappresenta un fatto di eccezionale gravità, un segnale di debolezza istituzionale e un pericoloso passo indietro per la tutela dei diritti dei più giovani». Lo dichiara in una nota Rosi Caligiuri, segretaria del circolo PD di Cosenza.
​«Un’ Autorità di Garanzia ha il dovere di rappresentare tutte e tutti, guidando i processi con autorevolezza, non quello di fuggire dai tavoli di confronto internazionali di fronte a posizioni divergenti. Un’istituzione pubblica non può essere scambiata per un fortino personale né piegata a convinzioni ideologiche individuali. Abbandonare una rete che unisce oltre trenta Paesi europei significa scegliere l’isolamento culturale e politico, privando l’Italia — e insieme la nostra regione — di uno spazio fondamentale di coordinamento, crescita e condivisione delle migliori pratiche contro la povertà educativa, gli abusi, la violenza e il disagio giovanile».
​«Ciò che preoccupa maggiormente — prosegue la segretaria dem — è la narrazione che ha accompagnato questa scelta, liquidando come “ideologici” i passaggi dedicati alle tutele dei minori e delle minori LGBTQIA+, dei percorsi legati all’identità di genere e alla disforia. Questa non è ideologia: è la realtà quotidiana e materiale delle vite di tanti ragazzi e ragazze. Ignorare questa complessità o voltarsi dall’altra parte significa abbandonare giovani fragili al bullismo, alla discriminazione e all’emarginazione sociale. La tutela dell’infanzia e dell’adolescenza deve essere universale, capace di accogliere e proteggere tutti i corpi e tutte le identità, senza esclusioni o gerarchie di serie A e di serie B».
​«Insieme al mondo dell’associazionismo e alle realtà del terzo settore — come l’associazione calabrese “G. Rodari”, che in queste ore ha sollevato con forza il tema — riteniamo sia urgente una presa di posizione chiara anche a livello regionale. Chiediamo al Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Calabria di attivarsi immediatamente con la rete dei Garanti regionali affinché si faccia chiarezza e si promuova il tempestivo rientro dell’Italia in ENOC».
​«I diritti dei minori e della comunità giovanile non possono diventare terreno di scontro né subire le oscillazioni di chi ricopre temporaneamente un incarico pubblico. La democrazia e i diritti crescono rimanendo protagonisti in Europa e guidando l’evoluzione sociale, non chiudendosi in arroccamenti conservatori a spese dei più vulnerabili», conclude Rosi Caligiuri.

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