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Liberi di scegliere, circa 200 i minorenni già sottratti alle mafie

Colosimo: «Progetto complesso, ma risultati importanti»

Pubblicato il: 12/10/2026 – 18:31
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Sono circa 200 i giovani che hanno usufruito del progetto Liberi di scegliere, nato anni fa su idea dell’attuale presidente del Tribunale per i minorenni di Catania, Roberto Di Bella, e adesso diventato legge dello Stato. Il dato è emerso a un incontro con gli studenti dell’istituto Antonio Bruno promosso dal Comune di Biancavilla al quale hanno partecipato il magistrato e la presidente dell’Antimafia, Chiara Colosimo. Secondo una prima stima, la nuova legge potrebbe sottrarre alle mafie circa 400 minorenni.

Colosimo: «Lo Stato c’è»

«Questo – ha spiegato la presidente Colosimo – vuol dire 400 possibili leve della criminalità organizzata che tornano nelle mani amorevoli dello Stato. Vuol dire innanzitutto dire a territori come questo, e a territori anche lontani da qui, come la Campania o la Calabria, che lo Stato c’è e che battere la criminalità organizzata è possibile. Stiamo già lavorando – ha aggiunto la presidente dell’Antimafia – ai primi elenchi, rispetto ai provvedimenti già emessi dai Tribunali che se ne sono occupati prima che diventasse legge, e stiamo ricevendo le prime richieste dai tribunali che hanno invece iniziato ad occuparsene». «A Catania – ha confermato il presidente Di Bella – si è pentito un boss di livello apicale dopo il nostro intervento sui nipoti, ma anche chi sta al 41 bis sta incoraggiando il progetto. Devo dire che in questo momento c’è una condivisione importante, noi offriamo a queste persone l’opportunità di salvezza per i loro figli, tocchiamo quello che forse è il sentimento più autentico dell’umanità che è l’amore filiale. Non allontaniamo tutti – ha sottolineato il magistrato – ci muoviamo moltissimo sul territorio, riportando i ragazzi a scuola, coinvolgendoli in percorsi di educazione alla legalità. Gli allontanamenti sono residuali, soltanto nelle situazioni estreme. Se i bambini sono piccoli – ha osservato Di Bella – cooptiamo sempre la madre in questi percorsi e poi sosteniamo tutto il nucleo familiare con educatori, psicologi, psicoterapeuti. È un progetto articolato e complesso, devo dire che i risultati sono molto, molto importanti».

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