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IL CASO

Milano, neonato abbandonato in un sacchetto per strada

Una donna sente i vagiti e dà l’allarme. È gravissimo

Pubblicato il: 12/10/2026 – 18:26
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MILANO Un pianto flebile, proveniente da un sacchetto abbandonato lungo la strada. È stato quel rumore ad attirare l’attenzione di una donna che stava passeggiando con il proprio cane. Quando si è avvicinata per capire da dove provenissero quei vagiti, si è trovata davanti a una scena drammatica: all’interno del sacchetto c’era un bambino appena nato, avvolto in un telo e con la placenta ancora attaccata. È accaduto nel pomeriggio di oggi, lunedì 12 ottobre, a Cinisello Balsamo, nell’hinterland nord di Milano. Il piccolo è stato soccorso e trasportato d’urgenza all’ospedale Niguarda, dove si trova ricoverato in condizioni molto gravi.

Il ritrovamento e la corsa in ospedale

L’allarme è scattato intorno alle 16.15 in via Monte Ortigara, nei pressi dell’incrocio con via Pasubio. La donna, uscita per una passeggiata con il cane, ha sentito alcuni lamenti provenire da un sacchetto di plastica. Si è avvicinata e ha scoperto il neonato, dando immediatamente l’allarme al numero unico di emergenza 112. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato e i sanitari dell’Agenzia regionale emergenza urgenza (Areu). Le condizioni del bambino hanno richiesto il trasferimento in codice rosso all’ospedale Niguarda di Milano, dove è stato affidato alle cure dei medici. Il ritrovamento della placenta, ancora attaccata al piccolo, fa ipotizzare che il parto possa essere avvenuto soltanto poche ore prima. Non sono ancora state chiarite le circostanze della nascita né per quanto tempo il neonato sia rimasto nel luogo del ritrovamento.

Le indagini e le immagini delle telecamere

A occuparsi degli accertamenti sono gli investigatori della Squadra mobile di Milano, intervenuti insieme agli agenti delle Volanti e del commissariato di Cinisello Balsamo. L’obiettivo è ricostruire quanto accaduto nelle ore precedenti al ritrovamento e identificare la persona che ha lasciato il neonato nel sacchetto. Un contributo importante potrebbe arrivare dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, le cui immagini saranno esaminate dagli investigatori per individuare eventuali movimenti sospetti e ricostruire la sequenza temporale dell’abbandono. Al momento non sono emersi elementi ufficiali sull’identità della madre né sulle circostanze che avrebbero portato all’abbandono del bambino.

Il parto in anonimato, cosa prevede la legge italiana

La vicenda riporta l’attenzione anche su una possibilità prevista dalla legislazione italiana, pensata per tutelare contemporaneamente la salute della donna e quella del neonato: il parto in anonimato. In Italia, infatti, una donna può scegliere di partorire in ospedale senza riconoscere il figlio e senza che il proprio nome venga riportato nell’atto di nascita. Una possibilità prevista dall’articolo 30 del Dpr 396 del 2000, che garantisce la riservatezza della madre e consente al bambino di ricevere immediatamente tutte le cure necessarie. Il neonato non riconosciuto viene affidato alle procedure previste dalla legge per garantirgli protezione e, successivamente, la possibilità di essere accolto da una famiglia adottiva. Il Ministero della Salute sottolinea l’importanza di informare le donne che si trovano in situazioni di particolare difficoltà sulle forme di assistenza sanitaria, sociale e psicologica disponibili, proprio per prevenire gli abbandoni traumatici. Resta intanto alta l’attenzione sulle condizioni del piccolo ricoverato al Niguarda, mentre la polizia prosegue gli accertamenti per ricostruire quanto accaduto a Cinisello Balsamo.

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