Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 16:21
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 4 minuti
Cambia colore:
 

la città si ferma

Negozi chiusi, i commercianti di Vibo si uniscono ai tir e nella protesta sfila una bara: «Questa sarà la nostra fine» – FOTO

Serrande abbassate nel centro, decine di persone allo svincolo di Sant’Onofrio in solidarietà a trasportatori e agricoltori. «Lottano per gli interessi di tutti»

Pubblicato il: 20/10/2026 – 15:49
di Marco Russo
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo

VIBO VALENTIA Serrande abbassate e negozi chiusi, il centro di Vibo Valentia questa mattina era più deserto e silenzioso del solito. A pochi chilometri di distanza, allo svincolo di Sant’Onofrio, l’atmosfera era completamente diversa: urla, applausi, centinaia di persone a protestare contro il caro carburanti e il caro vita. Tra loro anche una quarantina di commercianti vibonesi, che per la giornata di oggi hanno aderito alla protesta in solidarietà con autotrasportatori e agricoltori che da giorni presidiano gli svincoli calabresi. «Sono qui a lottare anche per noi, quindi volevamo partecipare con solidarietà» afferma Antonio Santamaria, commerciante vibonese.

Negozi chiusi per mezza giornata

Le attività sono rimaste chiuse per mezza giornata, mentre a Sant’Onofrio cittadini e commercianti sono stati accolti dagli autotrasportatori e agricoltori in protesta. Simbolico il passaggio di un camion tra la folla che trasportava una bara appoggiata sul fieno: «Questa sarà la nostra fine» recitava lo striscione. «Speriamo che si possano unire anche i cittadini, perché è un problema che tocca tutti» continua Santamaria. «Dal prezzo della benzina al carovita, ormai si è persa la dignità del lavoro e non si riesce ad arrivare più a fine mese, pur lavorando dalla mattina alla sera».

L’appello al Nord: «Si unisca alle proteste pacifiche»

La speranza è che anche il Nord si unisca alle proteste del Sud: «Purtroppo al Nord non ha avuto grande eco, hanno fatto più notizia gli scontri di Milano. Ci auguriamo che invece possano allargarsi manifestazioni pacifiche come questa, che creano disagi ma per difendere gli interessi di tutti». Nonostante il poco preavviso, spiega Santamaria, è stata massiccia la partecipazione dei commercianti: «Non siamo riusciti per motivi di ordine pubblico a organizzare una manifestazione avendo dato poco preavviso, ma abbiamo deciso comunque di partecipare in solidarietà a chi protesta, per cercare di dargli forza a continuare questa battaglia».

La vicinanza dei commercianti

«Condividiamo la protesta con chi ha avuto il coraggio di scendere in strada già da venti giorni» aggiunge Angela Bonaventura, titolare di un negozio di abbigliamento. «Siamo venuti qui a dare una mano, Vibo ha risposto molto bene. Anche chi oggi non è con noi sono sicuro che la prossima volta verrà, anche per la situazione peggiora sempre di più». I problemi che lamentano autotrasportatori e agricoltori oggi ricadono su tutti: «Ricade anche su di noi, perché una famiglia che spende tanto per la spesa o per il carburante la nostra merce non riesce a comprarla. Siamo arrivati al punto che non riusciamo più a prenderci neanche un caffè fuori, che rappresenta un momento di relax. Il governo ci ha tolto anche questo».

«Siamo delusi dalla politica»

Ad accogliere i commercianti Angelo Derenzo, referente Fedralog Vibo Valentia, che ha ribadito le tante manifestazioni di solidarietà che sono arrivate, ma aggiungendo di essere rimasto deluso dalla politica locale: «Lo devo dire con molto dispiacere, avevo fiducia che la politica locale e regionale potesse fare da filtro a Roma, perché sappiamo che è un problema più grande, del governo centrale». La manifestazione potrebbe andare avanti, tutto dipenderà dalle risposte che arrivano da Roma: «Non sappiamo se è l’ultimo giorno, mi dispiace per il disagio che creiamo ma l’avevamo annunciato e nessuno ci ha ascoltato. Noi non riusciamo più ad andare avanti. Le nostre manifestazioni e quelle di Milano sono diverse: qui c’è gente che non riesce più a sopravvivere, che non riesce a mandare i figli a scuola perché non può pagare il pullman o la mensa scolastica. Ci sono persone costrette a chiedere credito in farmacia perché non hanno i soldi, non possiamo più permetterci neanche di ammalarci. È gravissimo». (m.russo@corrierecal.it)

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato

Argomenti
Categorie collegate

x

x