Conte a Pizzo sfida Meloni: «Venite qui, i cittadini sono disperati. Non servono decreti sicurezza» – VIDEO
Il leader del M5S: «Infiltrazioni criminali? Qui ci sono cittadini onesti che non ce la fanno più. Il governo cerca di sviare l’attenzione»
PIZZO CALABRO Giuseppe Conte arriva in Calabria, incontra agricoltori e autotrasportatori a Pizzo Calabro e manda un messaggio al governo Meloni: «Venite qui a parlare con i cittadini in difficoltà. Con agricoltori, autotrasportatori, allevatori, pescatori che non ce la fanno più per il caro carburante e il caro vita». Allo svincolo autostradale di Pizzo, nonostante il presidio degli autotrasportatori sia stato ufficialmente sciolto, ad accogliere il leader del M5S c’erano i trattori degli agricoltori, la cui protesta va avanti finché non si avranno risposte certe su tutti i problemi affrontati: «Siamo qui perché avete dimostrato di manifestare pacificamente» premette l’ex presidente del Consiglio, invitando i manifestanti a continuare nella rivolta senza violenza. Al suo fianco i rappresentanti regionali del Movimento, tra cui Pasquale Tridico, Elisa Scutellà e i deputati Riccardo Tucci e Anna Laura Orrico.

Il confronto con gli agricoltori
Conte si è confrontato con gli agricoltori e gli autotrasportatori, in particolare con Matteo Talarico, presidente del Movimento Territorio e Agricoltura, e Domenico Notaro, presidente Fedralog Calabria. Al leader del Movimento 5 Stelle è stato consegnato dagli agricoltori anche un documento con le loro richieste, specificando che «sono richieste di sei anni fa, ma mai nessuno ci ha dato risposte» e lamentando la scarsa attenzione del governo nazionale per le proteste calabresi. «Il problema della filiera è che gli agricoltori sono costretti a produrre sottocosto, mentre sugli scaffali arrivano prezzi che i cittadini non possono più permettersi. C’è un problema di distribuzione dei ricavi lungo la filiera, che ovviamente va tutto a vantaggio della grossa distribuzione».
«Non bastano interventi tampone, 60 milioni sono ridicoli»
Per questo servono «misure strutturali», cosa che da una parte stanno facendo i Presidenti di Regione: «Non sono sufficienti 60 milioni di euro dopo 5-6 giorni di protesta. Tra l’altro soldi messi dai presidenti di Regione, non solo dai nostri, ma non è così che si risolve un problema, con interventi tampone che arrivano tardi e sono insufficienti. Bisogna che il Governo prenda atto che qui c’è una situazione che si è protratta in tutti questi anni, da quando raccontavano record che non esistevano. Adesso i nodi stanno venendo al petto, siamo in ginocchio».

«Qui nessuna infiltrazione, solo cittadini onesti che non ce la fanno più»
Sulle presunte infiltrazioni della criminalità Conte risponde: «Qui non c’è infiltrazione, qui ci sono onesti cittadini che non ce la fanno più. Se io sono qui è perché non ci sono episodi di violenza, perché posso guardare negli occhi questi agricoltori, questi autotrasportatori e non ho segnalazioni di infiltrazioni. Questo tentativo di criminalizzare chi è veramente in difficoltà va respinto. Se ci saranno episodi o responsabilità, le forze dell’ordine provvederanno. Prima hanno oscurato giorni e giorni di protesta a livello nazionale, quando gli scaffali si svuotavano e stavano tutti zitti, adesso fanno il decreto sicurezza e cercano di confondere l’esasperazione dei cittadini onesti con la criminalizzazione. E’ una semplificazione che non possiamo accettare. Il governo deve risolvere i problemi, ma se lo neghi non puoi intervenire. Stanno cercando di sviare l’attenzione con interventi tampone e decreti sicurezza, noi non dobbiamo prenderci in giro. Qui ho incontrato tanti cittadini liberi che si uniscono alla disperazione di chi protesta. Qui non c’è lo sciopero del venerdì, come piace dire a Meloni, qui c’è un’esasperazione quotidiana».
«Non potete risolvere i problemi con decreti sicurezza»
Conte si scaglia contro la “linea dura” del Governo: «Non potete pensare di risolvere ogni difficoltà con l’ennesimo decreto sicurezza. Siamo già ad otto, farete il nono?» chiede. «State riempendo il codice penale di nuovi reati e inasprimenti di pena. Addirittura parlate di carcere per i nostri minorenni che soffrono un disagio. Certo, se sbagliano, devono rispondere dei comportamenti illegali. Ma voi avete avete un’altra responsabilità, quella di risolvere problemi che avete negato per quattro anni. I soldi ci sono, andiamo a prendere le risorse dove ci sono aziende dei comparti energetici, bancari e finanziari, delle armi che si sono arricchite. I soldi devono andare ai cittadini che non arrivano a fine mese e sono disperati». (m.russo@corrierecal.it)
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