Caro vita, la protesta di agricoltori e autotrasportatori a Roma. «Non ce la facciamo più»
La protesta arriva a Montecitorio dopo settimane di presìdi. Cartelli contro il caro carburante e appelli al Governo: «Siamo tutti sulla stessa barca»
ROMA «Siamo tutti figli della stessa terra e dobbiamo avere tutti gli stessi diritti». È il grido che si alza dal cuore di Roma, dove agricoltori e autotrasportatori si sono dati appuntamento per protestare contro il caro vita e una spirale di costi diventata ormai insostenibile. Un viaggio cominciato nel cuore della notte pur di non mancare all’appuntamento: «Ci abbiamo messo tante ore per essere qui questa mattina a Roma e portare le nostre istanze», raccontano i manifestanti, giunti anche dalla Calabria per far sentire le ragioni del Mezzogiorno.
Le richieste al Governo
Il presidio ha preso forma in piazza Capranica, a pochi passi da una piazza Montecitorio blindata dalle forze dell’ordine. Da lì si alza l’appello: «La situazione è critica, dobbiamo scendere tutti in piazza perché siamo sulla stessa barca. Il Governo deve mettersi la mano sulla coscienza, capire che occorre fare subito qualcosa e cambiare rotta. Oggi il Meridione sta conducendo una battaglia sociale e di grande dignità, andando avanti con forza e coraggio». In piazza si mescolano i volti della protesta: tanti giovani accanto ai lavoratori più anziani del settore, accomunati dalla richiesta di un cambio di passo.


«Non ce la facciamo più», afferma sconfortato un agricoltore cosentino. A parlare sono anche i cartelli sorretti dai manifestanti. «Da Isola di Capo Rizzuto: gasolio alle stelle, dignità a terra. Gli autotrasportatori dicono basta!», recita uno striscione. Poco distante, altri slogan ricordano che «senza agricoltura non c’è futuro», mentre non mancano le critiche alle spese militari: «Miliardi di euro spesi in riarmo e noi moriamo di fame, vergogna». I manifestanti arrivano fin sotto le transenne di Montecitorio, scandendo a gran voce la parola «dignità», proprio nel giorno in cui è fissato il tavolo al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con il ministro Matteo Salvini. La piazza, tuttavia, punta ancora più in alto: i manifestanti chiedono che qualcuno scenda direttamente da Palazzo Chigi per avviare un’interlocuzione immediata, rivolgendo il proprio appello ai rappresentanti del Governo e, in particolare, alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

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