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“fuoco amico”

Fughe in avanti, forzature, ribelli e battitori liberi. La “faglia” (elettorale) che divide Forza Italia a Catanzaro

Nel partito azzurro tensioni interne in vista delle Amministrative. E le ambizioni di candidature, anche autonome, crescono

Pubblicato il: 27/10/2026 – 16:45
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CATANZARO In linea teorica è un partito che potrebbe esprimere il candidato sindaco scegliendolo tra almeno 4 profili, tutti anche forti sul piano elettorale. In linea pratica nel partito si è aperta una “faglia” che rischia di proiettare effetti negativi anche sulla coalizione di centrodestra in vista delle future Amministrative di Catanzaro. C’è tensione, dentro Forza Italia nel capoluogo, e c’è “maretta”, dopo che nei giorni scorsi una “sortita” del presidente della Regione Roberto Occhiuto, leader nazionale azzurro, ha finito con il far emergere le contraddizioni che ribollono nel partito forzista catanzarese. Un partito con nomi di spicco, tutti tra l’altro potenziali candidati sindaco: dal segretario provinciale Marco Polimeni, consigliere regionale in carica e presidente della commissione anti-’ndrangheta a Palazzo Campanella, molto legato a Occhiuto e al coordinatore regionale Francesco Cannizzaro, ai consiglieri comunali Sergio Costanzo e Antonello Talerico, quest’ultimo consigliere regionale di Forza Italia nella passata legislatura, per arrivare infine a Sergio Abramo, quattro volte primo cittadino di Catanzaro e dato in rampa di lancio – anche autonoma – per una quinta corsa. Occhiuto, in sostanza, ha “bacchettato” la classe dirigente catanzarese accusandola di poca incisività nel comunicare adeguatamente l’azione della Regione per Catanzaro, suscitando così le piccate reazioni di Costanzo e Talerico (che anche oggi tra l’altro ha mosso le acque con un intervento critico rispetto al Social Taxi, cavallo di battaglia proprio di Occhiuto).

Fughe in avanti e forzature

Il clima dunque in Fi Catanzaro non è al top, tutt’altro, anche perché a nessuno sfuggono certi movimenti, nemmeno tanto silenziosi, e certe “forzature” a cui si sta assistendo in queste settimane. A esempio: Costanzo sta lanciando la candidatura della meloniana Wanda Ferro (più che di un forzista) o in subordine l’ipotesi delle primarie di coalizione per scegliere il candidato sindaco, dicendosi disponibile a partecipare (ma facendo intendere di potersi anche candidare direttamente e autonomamente a sindaco). Talerico già due volte si è candidato sindaco e a quanto si vocifera potrebbe anche lavorare a una strada terzopolista sganciata dai poli. Quanto ad Abramo, a chi gli chiede conto sembra che stia rispondendo positivamente alla sollecitazione-tentazione di una nuova candidatura a sindaco, a prescindere o meno dall’ok di Forza Italia. In linea generale, come Fratelli d’Italia e, più timidamente, la Lega anche Forza Italia “rivendica” la candidatura a sindaco di Catanzaro ma il problema è “a sostegno di chi e con quale energia” rispetto ad alleati più compatti. Va infine ricordato che proprio Forza Italia lo scorso inverno fu alla testa del tentativo di disarcionare anticipatamente il sindaco Nicola Fiorita, tentativo però poi fallito abbastanza rovinosamente. Insomma, tra fughe in avanti, “battitori liberi” e “ribelli”, gli azzurri a Catanzaro sono in una fase di difficoltà, ai limiti dell’anarchia, e già questa è una notizia in un contesto quale quello calabrese nel quale Fi è dappertutto una “corazzata” schiacciasassi e soprattutto unita. (a. cant.)

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