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Civico, movimentista e “spina nel fianco” del centrodestra. La parabola di Stasi, già “astro nascente” dei progressisti di Calabria

I successi “bulgari” alle elezioni e l’idiosincrasia verso i partiti. Il “curriculum” politico del sindaco di Corigliano Rossano, oggi al centro della cronaca. Ecco i possibili scenari al Comune

Pubblicato il: 28/10/2026 – 11:05
di Antonio Cantisani
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LAMEZIA TERME Civico movimentista, che è qualcosa di più di civico, refrattario alle “gabbie” e ai corteggiamenti dei partiti, salva una recentissima eccezione, il sindaco di Corigliano Rossano Flavio Stasi – oggi al centro della cronaca per il suo coinvolgimento nell’inchiesta “Ginestra” – in questi ultimi anni si è ritagliato il ruolo di “astro nascente” del centrosinistra calabrese. Dal 2019 in poi “stella emergente” del fronte progressista, l’unico sindaco capace di sconfiggere le “corazzate” che per ben due volte il centrodestra gli ha opposto. Sotto il profilo politico un personaggio molto particolare, addirittura “sui generis” nel panorama calabrese: questo è Stasi, primo sindaco della città unica di Corigliano Rossano dopo la fusione dei due importanti Comuni della Sibaritide nel 2018. Nella stagione dei sindaci delle cosiddette “primavere” – le amministrazioni a guida centrosinistra da Catanzaro a Reggio Calabria passando anche per Cosenza – Stasi ha rappresentato un’ulteriore eccezione: è l’unico che si può fregiare del merito di aver stoppato l’avanzata inesorabile del centrodestra, che ha tenuto sempre a debita distanza grazie a un piglio a metà strada tra il pragmatismo, il movimentismo e un po’ di populismo, diventando il “portabandiera” di una sinistra che privilegia l’azione dal basso, le battaglie sociali e civili soprattutto contro la ‘ndrangheta – si dice che Stasi sia molto vicino a “Libera” di don Ciotti, per esempio – e le lotte territoriali rispetto al modello organizzativo e ideologico dei partiti di massa tradizionali. Esemplare sotto questo aspetto la sua ferma opposizione all’insediamento del colosso multinazionale Baker Hughes nel porto di Corigliano Rossano: il no di Stasi a un investimento da 60 milioni con importanti ricadute occupazionali (200 posti di lavoro) ha attirato un mare di polemiche e di critiche, provenienti anche dal suo campo teoricamente “amico”, ma ne ha fatto il simbolo di un mondo, quello progressista, da decenni in Calabria alla disperata ricerca di un “alfiere” che ne incarnasse pienamente i valori. Del resto, la sua storia politica ed elettorale si inseriva perfettamente in questa direzione.

I successi elettorali

Nel 2019, le prime elezioni del Comune unico Corigliano Rossano alla testa di una coalizione civica e anche un po’ trasversale, Stasi sbaraglia il competitor del centrodestra Giuseppe Graziano con un “bulgaro” 72%, per poi bissare, piuttosto clamorosamente, nel 2024, quando Stasi, questa volta alla guida di una coalizione nella quale ci sono anche i partiti del centrosinistra, travolge l’azzurra Pasqualina Straface, molto vicina al governatore Roberto Occhiuto. Un successo che fa di Stasi la “spina nel fianco” del centrodestra e anche l’”oggetto del desiderio” (politico) dei big nazionali del centrosinistra, come la leader Pd Elly Schlein. Ma Stasi resisterà sempre alle “sirene”, salvo negli ultimi tempi avvicinarsi ad Avs, in particolare alla componente verde del partito, quella guidata da Angelo Bonelli. E infatti il suo nome ha “girato” parecchio nell’estate del 2025 tra quelli dei “papabili” candidati alla presidenza della Regione per il centrosinistra, che poi però convergerà sul pentastellato Pasquale Tridico, non senza l’evidente disappunto di Avs, anche alla luce della netta sconfitta di Tridico. E il nome di Stasi negli ultimi tempi ha ripreso a “girare” parecchio anche in previsione delle elezioni politiche del 2027.

Gli scenari

“Dall’altare alla polvere”, invece, verrebbe da dire usando una frase fatta, che però francamente ci sta. Adesso ovviamente, per Stasi un futuro tutto da (ri)scrivere alla luce dell’inchiesta giudiziaria che lo coinvolge: a termini di legge – spiegano diversi “addetti ai lavori” – nei suo confronti potrebbe scattare la “Legge Severino” con la sospensione della carica di sindaco, le cui funzioni verrebbero assunte dal vicesindaco Così come c’è un futuro tutto da interpretare anche per il Comune di Corigliano Rossano, sul quale incombe lo spettro del commissariamento e anche dello scioglimento. (redazione@corrierecal.it)

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