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L’allarme

Ex Monastero della Visitazione, cantiere senza custodia: dentro c’è chi vive e accende fuochi

Lavori iniziati nel 2017 e fermi da tempo, segnalazioni senza esito e persone senza fissa dimora all’interno. L’allarme della professoressa Cagliostro

Pubblicato il: 28/10/2026 – 12:36
di Paola Suraci
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REGGIO CALABRIA Un cantiere da quasi dieci milioni di euro, aperto nel 2017 e fermo da tempo, che continua a restare senza custodia mentre, secondo quanto segnalato, al suo interno vivrebbero persone senza fissa dimora. È la situazione dell’ex Monastero della Visitazione, il complesso destinato a diventare il Museo della Visitazione, che per la studiosa Marisa Cagliostro, presidente dell’associazione Ulysses, è oggi un caso di abbandono e di rischio per il patrimonio. È successo nella notte, e solo stamattina è scattato l’allarme. A dare l’avviso a Cagliostro è stata una socia di Ulysses che abita proprio davanti al monastero: fuoco acceso al piano superiore, nell’ala finita e già arredata, e qualcuno che dentro continuava a spaccare legna. “Avevo scritto per denunciare questa situazione. Comune e Soprintendenza hanno risposto, ma la situazione peggiora. Deve andare a fuoco il monastero?”, è lo sfogo della studiosa. Che segnala anche un altro rischio: accendere fuochi in ambienti chiusi può mettere in pericolo chi lo fa, per via del monossido di carbonio. “Pensavo avessero provveduto a chiudere il cantiere. Sono veramente delusa.”

Il progetto mai finito

Il Museo della Visitazione, ricavato dall’ex monastero di suore, è un progetto di recupero da circa 9,7 milioni di euro, finanziato con fondi PISU, POR Calabria e Decreto Reggio. Dovrebbe accogliere in futuro la nuova Pinacoteca civica, l’archivio comunale e i libri antichi della biblioteca. I lavori, però, risultano fermi da tempo.

Per Cagliostro è proprio qui la soluzione strutturale ai problemi di spazio e sicurezza della Pinacoteca, che oggi ha sede nei locali annessi al Teatro comunale Francesco Cilea, in corso Garibaldi, dove custodisce le due tavole di Antonello da Messina, insieme a opere di Mattia Preti e Renato Guttuso. Ed è in quella sede che, denuncia la professoressa Cagliostro, “piove dentro da un anno”. Le opere dovrebbero lasciare il teatro e trasferirsi nel monastero, ma con il cantiere fermo e abbandonato il trasloco resta lontano.

Un allarme che viene da lontano

Tutto parte da una segnalazione di Ulysses, l’associazione presieduta da Cagliostro, protocollata alla Soprintendenza il 18 giugno ultimo scorso (n. 7845): occupazione abusiva, scarsa sicurezza, cantiere in stato di abbandono. Pochi giorni dopo, il 24 giugno, la Soprintendenza per la Città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia scrive al Comune. Per conoscenza, la lettera va ai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza e a Ulysses stessa. Il tono è quello di una richiesta urgente. Il Comune deve verificare quanto segnalato “con ogni consentita urgenza”, predisporre protezione e sorveglianza dell’area e contrastare le eventuali occupazioni abusive. Il monastero è un bene tutelato dal Codice dei beni culturali, ricorda la Soprintendenza, e l’obbligo di conservarlo resta in capo al proprietario, cioè al Comune. Da qui la richiesta di un sopralluogo congiunto sul posto, da concordare “tramite le vie brevi”, con tutti gli accorgimenti per consentire un agevole accesso all’area. La Soprintendenza chiude chiedendo di sapere, appena possibile, l’esito delle verifiche e le misure che il Comune intende adottare.

Il rimpallo tra uffici


Le segnalazioni non sono rimaste inascoltate, ma sono finite in un vicolo cieco. Dopo i solleciti di luglio e di settembre, quest’ultimo inviato dai Carabinieri di Cosenza, il Settore Patrimonio del Comune risponde: il monastero non è di sua competenza. Lo aveva già scritto alle Grandi Opere nel marzo 2024, perché il bene rientra nel progetto di recupero. Il Patrimonio gira quindi la questione alle Grandi Opere, invitandole a mettere in sicurezza il cantiere “tempestivamente”. E intanto stanotte il fuoco.

Il cantiere dimenticato

Un cantiere partito nel 2017, quasi dieci milioni di euro, e oggi un complesso che nessuno sembra custodire. Segnalazioni a giugno, solleciti a luglio e a settembre, risposte che rimandano da un ufficio all’altro. Nel frattempo la Pinacoteca aspetta una nuova casa, mentre nella sede attuale, denuncia Cagliostro, piove dentro da un anno. E il monastero che dovrebbe accoglierla è il luogo dove stanotte qualcuno ha acceso un fuoco. Per la presidente di Ulysses il problema è semplice: nessuno dice più cosa ne sarà di quel cantiere. “Non si riesce a sapere la sorte della fine lavori di questo meraviglioso complesso”. (p.suraci@corrierecal.it)


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