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CRONACA

’Ndrangheta, svolta nel processo Hydra. Si pente Vestiti, l’uomo dei Senese vicino ai clan calabresi

È il sesto collaboratore di giustizia dell’inchiesta milanese. Ad agosto era stato sottoposto al 41-bis. I rapporti con Santo Crea, l’asse con i Morabito e il ruolo nel presunto consorzio mafioso lom…

Pubblicato il: 28/10/2026 – 13:29
di Gi. Cu.
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MILANO Da uno dei presunti vertici della «mafia a tre teste» a collaboratore di giustizia. Giancarlo Vestiti (1968), ritenuto il referente del clan Senese in Lombardia e una delle figure centrali dell’inchiesta Hydra, ha deciso di pentirsi. La notizia è emersa oggi, mercoledì 28 ottobre, durante l’udienza del maxiprocesso celebrato nell’aula bunker di piazza Filangieri a Milano. Vestiti diventa così il sesto collaboratore di giustizia del procedimento coordinato dalla Direzione distrettuale antimafia milanese, che ha ricostruito l’esistenza di un presunto sistema criminale fondato sull’alleanza tra esponenti di ’ndrangheta, camorra e Cosa nostra. Una svolta particolarmente significativa per il ruolo attribuito all’imputato dagli investigatori. Vestiti, 58 anni, era stato trasferito in carcere lo scorso maggio dopo un periodo trascorso agli arresti domiciliari e, ad agosto, era stato sottoposto al regime del 41-bis. Secondo la ricostruzione accusatoria avrebbe rappresentato uno dei punti di riferimento del gruppo romano dei Senese negli affari lombardi, mantenendo rapporti con esponenti delle altre organizzazioni mafiose coinvolte nell’inchiesta.

Il ruolo nell’alleanza mafiosa

Il suo nome attraversa alcuni dei capitoli più rilevanti del procedimento Hydra. Secondo gli inquirenti, Vestiti non avrebbe avuto soltanto il compito di rappresentare gli interessi dei Senese, ma avrebbe contribuito a mantenere gli equilibri tra le diverse componenti del presunto consorzio criminale. A indicarlo come possibile capo dell’intera organizzazione era stato anche Gioacchino Amico, un altro degli imputati che hanno intrapreso il percorso della collaborazione con la giustizia. Nelle motivazioni della sentenza del filone abbreviato, che ha portato a 62 condanne, il giudice aveva attribuito a Vestiti un ruolo di garanzia e indirizzo, capace di contribuire alla coesione del gruppo anche nelle fasi di maggiore conflittualità.

I rapporti con la ’ndrangheta calabrese

Uno dei capitoli più delicati riguarda proprio i collegamenti con la criminalità organizzata calabrese. Come ricostruito dal Corriere della Calabria, il nome di Vestiti compare anche nell’ordinanza romana relativa all’omicidio di Fabrizio Piscitelli, detto Diabolik. In particolare, una conversazione del 27 maggio 2020 documenta un contatto con Santo Crea, originario di Melito Porto Salvo, indicato nel provvedimento come rappresentante a Milano di una consorteria di ’ndrangheta. Vestiti, che si trovava insieme a Vincenzo Senese, aveva telefonato a Crea per informarlo di alcuni problemi che avevano interessato il gruppo romano. L’interlocutore calabrese aveva offerto la propria disponibilità a intervenire, in uno scambio interpretato dal giudice nel quadro delle reciproche alleanze tra le organizzazioni. Ma il rapporto con Crea non è l’unico collegamento emerso nel corso delle indagini. Durante il processo Hydra, il collaboratore William Alfonso Cerbo, conosciuto come “Scarface”, ha raccontato di un incontro avvenuto a Savona nel 2023 con Francesco “Ciccio” Palamara, originario di Africo. Secondo il suo racconto, sarebbe stato proprio Vestiti a presentargli Palamara, indicandolo come una figura importante negli ambienti della criminalità organizzata milanese. Nella stessa ricostruzione era emerso anche un riferimento alla famiglia Morabito. Cerbo aveva infatti riferito quanto appreso da Antonio Di Miccoli, secondo il quale Vestiti stava consolidando rapporti con quell’ambiente della ’ndrangheta.

Il sesto pentito e gli scenari del processo

La scelta di Vestiti si aggiunge a quelle già compiute da altri protagonisti del procedimento, tra cui Gioacchino Amico, Francesco Bellusci e William Alfonso Cerbo. Le loro dichiarazioni hanno contribuito a ricostruire il funzionamento del presunto sistema mafioso lombardo, i rapporti tra le differenti componenti criminali e le attività economiche sviluppate attraverso l’alleanza. La decisione di collaborare con la giustizia apre adesso un nuovo capitolo investigativo e processuale. Vestiti è una figura che, secondo le risultanze dell’inchiesta, avrebbe conosciuto dall’interno i rapporti tra il gruppo Senese e gli esponenti delle organizzazioni calabresi e siciliane. Al momento non sono ancora noti i contenuti delle eventuali dichiarazioni rese ai magistrati né gli argomenti sui quali abbia deciso di riferire. Saranno i successivi sviluppi a chiarire quale contributo potrà offrire alla ricostruzione dei fatti contestati nel processo. La sua scelta rappresenta comunque una novità di primo piano per il procedimento Hydra: un altro dei presunti uomini di vertice del sistema mafioso lombardo ha deciso di passare dalla parte dei collaboratori di giustizia. (g.curcio@corrierecal.it)

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